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L'Acqua di Monterotondo
Scritto da Administrator   
Domenica 07 Febbraio 2010 23:51

 

Raddoppia l’acqua minerale e arriva anche il latte “alla spina”.

Sono le imminenti novità della campagna per la riduzione dei rifiuti “Riducimballi”, finanziata dall’assessorato all’Ambiente della Regione Lazio e fatta propria, con enorme successo, dal Comune di Monterotondo (RM).

Entro la settimana, una volta ultimate le operazioni di installazione, sarà infatti attivato il distributore di latte alla spina, attiguo alla “fontana leggera” già funzionante in piazza Berlinguer allo Scalo, mentre un secondo distributore, posto accanto alla seconda fontana di acqua minerale anch’essa in via di installazione, sarà collocato entro il mese di febbraio in piazza della Libertà a Monterotondo centro.

L’avvio dell’iniziativa è resa possibile grazie al finanziamento dell’Assessorato regionale all’Ambiente. Il latte, prodotto nell’azienda agricola “S. Antonio” di Renato Scrocca nel Comune di Guidonia, sarà messo in vendita per un periodo sperimentale al prezzo di 80 centesimi al litro. Successivamente il prezzo non salirà oltre l’euro al litro, abbondantemente al di sotto dei prezzi di mercato.

«Una famiglia italiana - afferma l’assessore all’Ambiente Luigi Cavalli - spende mediamente 216 euro l’anno per l’acquisto del latte. La nostra iniziativa rappresenta quindi un contributo significativo dal punto di vista economico. Ancor più lo è dal punto di vista nutrizionale ed ecologico, perché si tratta di latte crudo e sfuso, quindi sano e genuino, rimboccato fresco ogni due giorni. Inoltre, esattamente come avviene con l’acqua minerale, usando la stessa bottiglia tutti i giorni, magari in vetro, si potrà evitare di gettare nei rifiuti tonnellate di bottiglie di plastica».

La doppia iniziativa punta a consolidare l’esperienza più che positiva della fontana leggera di piazza Berlinguer, nella quale sono stati fin qui erogati oltre 500mila litri di acqua minerale, con un risparmio di 350mila bottiglie di plastica in meno.

Un’operazione tra l’altro a costo zero, considerato che le spese di manutenzione vengono coperte con il contribuito del conto energia dei due impianti fotovoltaici installati sulle scuole, che permettono entrate (dal gestore energetico) per oltre 8mila euro all’anno.

«Un successo andato ben oltre ogni rosea previsione - prosegue l’assessore - che rappresenta, comunque, uno stimolo a proseguire nel consolidamento di iniziative finalizzate a contenere i prezzi dei beni al consumo e a limitare la produzione di rifiuti. Un ringraziamento doveroso all’assessore regionale Zaratti, che in questi cinque anni ha dimostrato come sia possibile lavorare concretamente per l’ambiente senza demagogia».

«Le iniziative del progetto Riducimballi - afferma dal canto suo il sindaco Alessandri - promuovono una cultura della riduzione dei rifiuti non limitante ma, al contrario, in grado di consolidare e diffondere maggiore consapevolezza verso una filosofia del consumo e dell’acquisto sostenibili.

Una filosofia che rappresenta un orientamento preciso anche per la nostra azione politico-amministrativa. Monterotondo è già, e sempre più lo sarà nel prossimo futuro grazie ad altre iniziative di segno analogo, nel novero dei Comuni virtuosi che operano per la riduzione della produzione dei rifiuti, dello spreco d’energia e dell’emissione di anidride carbonica. Di questo siamo orgogliosi, per questo lavoreremo con sempre maggiore determinazione anche in futuro».


 
L'acqua fuori dal mercato!
Scritto da Administrator   
Domenica 07 Febbraio 2010 23:23

Insieme, donne e uomini appartenenti a comitati territoriali e associazioni, forze culturali e religiose, sindacali e politiche, abbiamo contrastato i processi di privatizzazione dell’acqua portati avanti in questi anni dalle politiche governative e in tutti i territori.

Insieme abbiamo costituito il Forum italiano dei movimenti per l’acqua e raccolto più di 400.000 firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell’acqua.

Mentre la nostra proposta di legge d’iniziativa popolare giace nei cassetti delle commissioni parlamentari, l’attuale Governo ha impresso un’ulteriore pesante accelerazione, approvando, nonostante l’indignazione generale, leggi che consegnano l’acqua ai privati e alle multinazionali (art. 23bis,integrato dall’ art. 15-decreto Ronchi).

Non abbiamo alcuna intenzione di permetterglielo. La nostra esperienza collettiva, plurale e partecipativa e’ il segno più evidente di una realtà vasta e diffusa, di un movimento vero e radicato nei territori, che ha costruito consapevolezza collettiva e capacità di mobilitazione, sensibilizzazione sociale e proposte alternative.

Chiamiamo tutte e tutti ad una manifestazione nazionale a Roma sabato 20 marzo, per bloccare le politiche di privatizzazione dell’acqua, per riaffermarne il valore di bene comune e diritto umano universale, per rivendicarne una gestione pubblica e partecipativa, per chiedere l’approvazione della nostra legge d’iniziativa popolare, per dire tutte e tutti assieme “L’acqua fuori dal mercato!”.

Nella nostra esperienza di movimenti per l’acqua, ci siamo sempre mossi con la consapevolezza che quanto si vuole imporre sull’acqua e in ciascun territorio è solo un tassello di un quadro molto più ampio che riguarda tutti i beni comuni, attraversa l’intero pianeta e vuol mettere sul mercato la vita delle persone.

La perdurante crisi economica, ambientale, alimentare e di democrazia, è la testimonianza dell’insostenibilità dell’attuale modello di produzione, consumi e vita.

Il recente fallimento del summit ONU di Copenaghen è solo l’ultimo esempio dell’inadeguatezza delle politiche liberiste e mercantili, incapaci di rispondere ai diritti e ai bisogni dell’umanità.

Se il mercato ha prodotto l’esasperazione delle diseguaglianze sociali, la cronicità della devastazione ambientale e climatica, la drammaticità di grandi migrazioni di massa, non può essere lo stesso mercato a porvi rimedio.

Analogamente alle battaglie sull’acqua, in questi anni e in moltissimi territori, sono nate decine di altre resistenze in difesa dei beni comuni. Significative mobilitazioni popolari, capaci di proposte alternative nel segno della democrazia condivisa, stanno tenacemente contrastando la politica delle “grandi opere” devastatrici dei territori, una gestione dei rifiuti legata al business dell’incenerimento, un modello energetico dissipatorio e autoritario, basato su impianti nocivi ed ora anche sul nucleare.

Rappresentano esperienze, culture e storie anche molto diverse fra loro, ma ugualmente accomunate dalla voglia di trasformare questo insostenibile modello sociale, difendendo i beni comuni contro la mercificazione, la salute contro tutte le nocività, i territori contro le devastazioni ambientali.

Chiamiamo tutte queste realtà a costruire assieme la manifestazione nazionale di sabato 20 marzo. Ciascuna con la propria esperienza e specificità, ciascuna con la propria ricchezza e capacità.

Pensiamo che la manifestazione, oltre ad essere un importante ed unificante momento di lotta, ponga con intelligenza e determinazione la questione della democrazia partecipativa, ovvero l’inalienabile diritto di tutte/i a decidere e a partecipare alla gestione dell’acqua e dei beni comuni, del territorio e dell’energia, della salute e del benessere sociale.

Consapevoli delle nostre differenze, accomunati dal medesimo desiderio di un altro mondo possibile.

FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA - www.acquabenecomune.org

 
Destinazione Melpignano (LE)
Scritto da Administrator   
Domenica 07 Febbraio 2010 17:56


 
Una città di pace
Scritto da Administrator   
Sabato 06 Febbraio 2010 15:13

Grande partecipazione per la ripresa delle lezioni della scuola di pace di Bra (CN). Dopo i successi degli anni precedenti, anche il 2010 è partito con il piede giusto, con il pubblico interessato e attento alla relazione di Marco Boschini, assessore della Città di Colorno (PR) e Coordinatore dell’Associazione Comuni Virtuosi.

Tema dell’incontro è stata ‘La Città Partecipata’, con lo scopo di creare la consapevolezza in tutti i cittadini della necessità di intervenire in difesa dell’ambiente, migliorare la qualità della vita e costruire una nuova idea di comunità introducendo nuovi stili di vita.

Ottimo il discorso di Marco Boschini, che ha intrattenuto il pubblico presente: “Per operare nell’ottica di una migliore attenzione all’ambiente e al territorio, bisogna che gli amministratori inizino a cercare quelli che vengono chiamati i buchi nei secchi, ovvero gli inutili sprechi di risorse economiche e finanziarie che in tutti i comuni, anche nei più virtuosi purtroppo esistono”.

Esempi possono essere il parco automezzi di un comune, utenze telefoniche e elettriche vecchie, attivate a costi elevati in diversi anni di amministrazione, tutte piccole cose che portano via importanti risorse economiche all’amministrazione.

“Nel nostro comune – ha poi spiegato Boschini - abbiamo iniziato a lavorare seguendo 5 linee di intervento che ci siamo posti e che cerchiamo di ottemperare: stili di vita, rifiuti, gestione del territorio, impronta ecologica, mobilità. Il vostro comune ha avuto qualche mese fa un importante riconoscimento vincendo il Premio Comuni a 5 stelle, riconoscimento che da atto del buon lavoro finora svolto.

Partendo da questa base, molte sono le cose che si possono migliorare sul vostro territorio, ma anche in tutto il paese. Dire stop alla cementificazione, puntare sull’acqua del rubinetto comunale a discapito delle bottigliette d’acqua, risparmiare sulle utenze, utilizzare i pannolini lavabili, dire basta alle opere pubbliche porta-voti per la campagna elettorale, ma inutili dal lato pratico, puntare sui distributori di latte crudo alla spina e sui distributori di prodotti senza imballaggi inutili, sia per prodotti alimentari e non, può essere la strada giusta da seguire”.

Se c’è la volontà, è in sintesi il pensiero di Boschini, si possono ottenere ottimi risultati, come è successo per il comune di Cassinetta di Lugagnano, che ha deciso di non cementificare più inutilmente, ovviando alle risorse economiche derivanti dagli oneri di urbanizzazione con altre, come l’idea di far pagare la celebrazione dei matrimoni.

Altro punto su cui puntare sono le energie alternative e la mobilità. L’assessore di Colorno ha sostenuto che “al posto di fare centrali nucleari bisognerebbe installare pannelli solari sui tetti dei palazzi comunali, incentivare l’installazione sui tetti dei capannoni industriali già presenti sul territorio e puntare sul risparmio energetico degli edifici”.

 
Cresce ancora la famiglia dei virtuosi
Scritto da Administrator   
Giovedì 04 Febbraio 2010 21:26

Con i Comuni di Corchiano (VT), Senigallia (AN) e Follonica (GR) salgono a 35 i comuni iscritti all’Associazione dei Comuni Virtuosi.

E’ dunque un momento di grande attività e transizione per la rete nata nel maggio del 2005, su iniziativa di Colorno (PR), Monsano (AN), Vezzano Ligure (SP) e Melpignano (LE).

Proprio a Melpignano, dal 12 al 14 febbraio, andrà in scena la seconda edizione dei “Dialoghi virtuosi”, una tre giorni dedicata ai Rifiuti zero e ai nuovi stili di vita, tra convegni, presentazioni di libri, dibattiti e concerti.

Entro il mese di marzo è prevista l’assemblea generale dell’associazione, con un’importante modifica statutaria che prevede l’adozione di un Disciplinare volto a certificare e monitorare i comuni che si candidano a diventare soci e a quelli che già lo sono.

Il 12 e 13 marzo, all’interno della settima edizione della fiera “Fa la cosa giusta!”, promuoviamo la prima edizione della “Scuola di Alt®a amministrazione”, con lo scopo di trasferire le esperienze virtuose sperimentate in questi anni nelle cinque tematiche affrontate nei moduli formativi: gestione del territorio, impronta ecologica, rifiuti, mobilità, nuovi stili di vita.

Dal 17 al 24 aprile, prima settimana nazionale della campagnaPorta la sporta!” per la messa al bando delle borsine di plastica.

Altri comuni nel frattempo si stanno iscrivendo in questi giorni, a dimostrazione che cresce costantemente, anche nelle istituzioni locali, una nuova cultura politica che rivoluziona, dal basso, questo modello di sviluppo divenuto insostenibile.

 
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