(Nelle immagini analoga iniziativa promossa nel Comune di Cairo - SV)
Aprirà sabato prossimo, 4 luglio, alle ore 9.00 il Mercato contadino della filiera corta ‘Km 0′ di Capannori nello spazio dell’ex mercato ortofrutticolo di Marlia.
Per festeggiare l’avvio della nuova importante attività, per la quale sono state presentate al Comune una trentina di domande di partecipazione, ci sarà uno spettacolo con Racconti e canzoni di Beppe Sanguigni interpretate da Stefano Giannotti.
Il mercato sarà aperto il 1° e il 3° sabato del mese e metterà in vendita prodotti tipici locali, in particolare frutta e ortaggi, ma anche molti altri prodotti locali, come olio, vino, miele, marmellate, pane, piante e fiori, con prezzi inferiori anche fino al 30% rispetto a quelli al dettaglio.
Il mercato contadino si inserisce all’interno del “Sistema di filiera corta” promosso dalla Provincia di Lucca, al quale hanno aderito il Comune, la Camera di Commercio di Lucca con il sostegno della Regione Toscana e con il coinvolgimento diretto delle organizzazioni professionali agricole.
Presso il mercato saranno messe in vendita quindi le produzioni tipiche, tradizionali e locali che si distinguono per territorialità, qualità organolettica caratteristica, trasparenza del prezzo, rispetto della salubrità, ecosostenibilità e tracciabilità del processo produttivo.
Il mercato è aperto ai produttori agricoli e agli operatori dell’artigianato agroalimentare della Provincia di Lucca con la preferenza di quelli del comune di Capannori.
Tra gli obiettivi principali che si prefigge il “Mercato Contadino” c’è quello di portare benefici sia al mondo dei produttori locali che ai consumatori attraverso la diminuzione dei passaggi della catena distributiva, favorendo la cosiddetta “filiera corta“.
Una delle particolarità del mercato sarà il riutilizzo della merce invenduta, che a fine giornata sarà consegnata ad alcune associazioni di volontariato che la ridistribuiranno. Al Mercato saranno ammessi anche espositori stagionali, in modo da diversificare l’offerta per i gruppi merceologici più rappresentativi delle produzioni locali.
Per informazioni è possibile rivolgersi al soggetto gestore del mercato, l’associazione ‘Per Lammari’ al seguente numero: 333 9552822 e al Suap del Comune tel. 0583 428237.
Consumo sostenibile? Facciamolo
Scritto da Administrator
Martedì 30 Giugno 2009 22:17
Proposte dal basso: le buone pratiche del secondo dei tre incontri del percorso “Consumo sostenibile? Facciamolo” organizzato da ARPAT a Terra Futura.
Nell’incontro della mattina di sabato 30 maggio, coordinato da Francesca Benassai (ARPAT - AF Educazione Ambientale), sono state presentate tre delle undici buone pratiche, delle quali qui riportiamo le sintesi.
“Riduciamo la spazzatura.it”: Roberto Nieri (ATO Toscana Costa) ha descritto il progetto promosso dell’ATO 2 Rifiuti Lucca (prima della sua fusione nell’ATO Toscana Costa), che ha coinvolto i Comuni di Borgo a Mozzano, Capannori, Camporgiano, Castelnuovo Garfagnana, Giuncugnano, Forte dei Marmi, Gallicano, Lucca, Pieve Fosciana, Seravezza, Viareggio.
Il progetto ha preso avvio dal Protocollo d’Intesa per la riduzione della produzione dei rifiuti sottoscritto da 28 Comuni della Provincia di Lucca (sui 35 totali), e da un corso di formazione sul tema della prevenzione dei rifiuti rivolto a tecnici e amministratori comunali (oltre 40 iscritti).
E’ stato poi creato un Tavolo Tecnico di Concertazione Permanente che ha individuato le linee di indirizzo; tra cinque Obiettivi strategici, i Comuni hanno individuato come prioritario quello volto a ridurre la produzione di rifiuti nella grande distribuzione attraverso: l’adozione di sistemi per la vendita di detersivi sfusi alla spina, il recupero della merce invenduta, l’adozione di cassette riutilizzabili per l’ortofrutta.
Sulla base di tale obiettivo è stata pianificata la strategia per la ricerca della collaborazione della grande distribuzione ma, visti i risultati non lusinghieri in termini di adesione di questi operatori, è stato deciso di coinvolgere anche la piccola distribuzione, e Confcommercio e Confesercenti hanno richiesto la partecipazione ai negozi al dettaglio.
Per incentivare le adesioni si è deciso: l’acquisto da parte dei Comuni dei contenitori dei detersivi alla spina e l’affidamento in comodato gratuito agli esercizi aderenti; l’acquisto e fornitura gratuita, a cura dell’ATO, del primo stock di flaconi agli esercizi aderenti. Raccolte le adesioni, è partita la campagna di comunicazione e sensibilizzazione.
Attualmente 47 esercizi (piccoli supermercati, erboristerie, negozi “bio”, alimentari, agrarie, tabaccherie, ambulanti, ecc) hanno installato distributori di detersivi (per piatti, pavimenti, bucato, ecc.) nella maggior parte dei casi ecocompatibili e, tra l’altro, prodotti in Toscana.
“Una scuola a consumo ridotto”: Piero Simoni (docente presso l’Istituto d’Istruzione Superiore Ferraris-Brunelleschi (Empoli) ha descritto l’articolazione dei progetti, realizzati e in corso di realizzazione da parte dell’Istituto scolastico, dedicati al tema dei rifiuti e al risparmio energetico.
Il progetto sui rifiuti prevede la raccolta differenziata della carta, della frazione organica dei rifiuti e del “multimateriale” (alluminio, vetro, plastica e tetrapak) in ogni classe, negli ambienti comuni, nei laboratori e negli uffici. I risultati della raccolta vengono diffusi a fine anno in una piccola mostra allestita nei locali della scuola.
Sulla base dei risultati del lavoro svolto, dei dati raccolti dagli alunni durante l’anno, e della buona partecipazione delle classi, ha preso le mosse il progetto relativo al risparmio energetico, attraverso il quale si ricerca di promuovere comportamenti virtuosi nei consumi di energia e, se possibile, di valutare il risparmio conseguente.
I risultati ottenuti durante lo scorso anno scolastico hanno permesso all’Istituto di vincere il “Premio Toscana Ecoefficiente 2007-2008” per la sezione “Buone pratiche dei cittadini”, nonché il “Premio di eccellenza” per la raccolta differenziata e il risparmio energetico a scuola. La Giuria ha sottolineato non solo l’importanza dell’azione di recupero di multimateriale e di carta a livello dell’intera comunità scolastica, ma anche l’azione di sensibilizzazione riguardo i consumi energetici nelle classi, nei laboratori e negli uffici, con la misurazione dei consumi e la valutazione dei risparmi energetici effettuati. Il proseguimento del progetto, in fase di definizione, riguarderà probabilmente il tema della riduzione della produzione dei rifiuti.
“L’ufficio con l’acqua in brocca”: Giuseppe Torelli (Comune di Firenze, Direzione Risorse Finanziarie - Servizio Centrale Acquisti Sistemi di e-Procurement) ha illustrato i progetti “Acqua, bene in Comune” e quello sulla riduzione e la raccolta dei rifiuti. I due progetti rientrano in una serie di complessi interventi ed azioni tesi a sviluppare l’acquisizione di beni e servizi improntati all’ecosostenibilità che da alcuni anni l’Amministrazione Comunale di Firenze sta promuovendo.
L’impegno di analisi e di studio verso le suddette tematiche è stato sviluppato secondo una logica trasversale nei confronti delle molteplici attività svolte dal Comune al fine di promuovere la diffusione di una cultura che sostenga e converga con le politiche e le azioni per lo sviluppo locale sostenibile e la coesione sociale dei territori. Nelle diverse sedi comunali, dopo l’analisi delle acque ed il ripristino delle tubature, sono stati installati 68 nuovi erogatori di acqua dell’acquedotto (che diventeranno 80 entro l’anno), a temperatura ambiente, refrigerata o gassata, affiancati da distributori di bevande e snack equosolidali (175 in totale).
La ditta che è incaricata di installare i distributori è obbligata a fornire i distributori di acqua potabile e ad assumersene i costi di manutenzione, mentre il costo dell’acqua è a carico del Comune. Oltre alla sensibilizzazione sull’uso dell’acqua potabile (circa 4.000 dipendenti comunali, e 185.000 utenti annuali), il progetto è assai significativo per il fatto che vengono eliminate le bottiglie di plastica. In un anno, infatti, si risparmiano 250mila bottigliette di plastica da mezzo litro, pari a sette tonnellate in meno di rifiuti in discarica.
Oltre a questo lavoro di riduzione dei rifiuti si è predisposta la raccolta differenziata in tutte le sedi comunali, con l’affidamento della raccolta e conferimento delle diverse frazioni di rifiuti alle ditte di pulizia.
Si scrive T.V.B. e si legge Ti voglio bere: non una semplice dichiarazione di affetto ma una manifestazione di intenti vera e propria. Destinataria? L'economicissima, sicurissima e comodissima acqua del rubinetto.
T.V.B. Ti voglio bere è il nome del progetto per il risparmio idrico e la valorizzazione dell'acqua della rete che il Centro Studi Ambientali di Torino realizza in diverse strutture scolastiche, turistico-ricettive e di pubbliche amministrazioni.
Selezionato nel 2007 dalla campagna nazionale delle Acli Scommessa Italia tra le dieci storie simbolo del Paese da raccontare al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,T.V.B. ha vinto il Premio nazionale Pianeta Acqua 2008, sezione Educativa, promosso dal Forum Nazionale per il Risparmio e la Conservazione della Risorsa Idrica.
L'acqua potabile è un bene prezioso, un patrimonio naturale da mantenere intatto per le nuove generazioni. Tuttavia non sempre questo bene viene utilizzato razionalmente e spesso si assiste ad uno sfruttamento indiscriminato e allo spreco quotidiano da parte dell'utente.
Una cattiva gestione delle risorse idriche del pianeta compromette gli equilibri ecologici e la qualità della vita di tutti.
Fondamentale diventa allora il valore del gesto quotidiano di risparmio, del piccolo accorgimento che tutti possono mettere in atto, per diffondere una nuova cultura dell'acqua, basata sul suo rispetto e sull'utilizzo responsabile e solidale.
Il progetto T.V.B. Ti voglio bere mira proprio a educare a un consumo responsabile dell'acqua, stimolando la presa di coscienza individuale e collettiva sulla necessità di modificare i comportamenti quotidiani attraverso l'acquisizione del concetto di risorsa limitata, e attraverso la consapevolezza che una scelta apparentemente semplice come il bere l'acqua di rubinetto può avere grandi ripercussioni, soprattutto da un punto di vista ambientale.
Domenica 28 giugno, a partire dalle ore 20.00, nel Parco Retrone di Vicenza: "Comuni virtuosi: promuovere, sostenere ed incentivare nuovi stili di vita", tavola rotonda con alcune delle più significative esperienze in campo ambientale sperimentate da enti locali italiani.
All'incontro, introdotto dal metereologo Luca Lombroso e moderato dal direttore de "La nuova ecologia" Marco Fratoddi, parteciperà Marco Boschini, coordinatore dell'Associazione dei Comuni Virtuosi e autore del libro "L'anticasta: l'Italia che funziona".
L'incontro si svolge all'interno della Festa annuale di Legambiente "Festambiente 2009".
Come disse Bob Kennedy, il Pil misura qualsiasi cosa, tranne quello che può renderci felici. Ma la felicità può essere sostenibile? Eccome, risponde Maurizio Pallante: basta rinunciare alla droga (mentale) della crescita, sinonimo di benessere solo apparente, frutto di un equivoco generato dall’ideologia suicida dello sviluppo illimitato, che esaurisce le risorse e inquina il pianeta, mettendone a rischio il futuro e spingendo l’umanità in un vicolo cieco, dove si confondono beni e merci, lavoro e occupazione, e dove il semplice “divertimento” sostituisce la serenità della gioia. Per uscire da questa crisi globale, socio-economica e ambientale ma anche culturale e antropologica, non bastano più le ricette del passato: serve un nuovo Rinascimento, chiamato Decrescita.
Pallante, pioniere dell’ecologismo italiano e fondatore con Tullio Regge del Cure, Comitato per l’uso razionale dell’energia, insieme a Beppe Grillo si batte da anni per affermare in Italia la teoria e la pratica della Decrescita, perseguite dal Movimento per la Decrescita Felice. «Dobbiamo capire – insiste – che il decremento del Pil non coincide con una diminuzione del benessere: al contrario, anche se può sembrare un’assurdità, l’incremento del nostro benessere, individuale e sociale, deriva proprio dalla decrescita del Pil, che del resto misura soltanto il valore commerciale delle merci, prodotte e scambiate secondo dinamiche economiche insane, alla base dell’attuale crisi planetaria».
L’aggettivo “felice” si coniuga con la particolare sensibilità intellettuale dei sostenitori della Decrescita italiana, ed è proprio l’idea di felicità – esplicitamente evocata – a contrassegnare, già nel titolo, l’ultimo libro di Maurizio Pallante: “La felicità sostenibile” (Rizzoli) è un compendio efficace e completo, di taglio agile e divulgativo, per spiegare con estrema chiarezza che Decrescita significa benessere, equilibrio, speranza. In altre parole, “filosofia e consigli pratici per consumare meno, vivere meglio e uscire dalla crisi”, come annuncia il sottotitolo del volume, da qualche giorno nelle librerie italiane. Obiettivo del libro: aiutare i lettori a orientarsi nella crisi, spiegarne le cause e, soprattutto, proporre soluzioni accessibili e alla portata di tutti: singoli, famiglie, governi.
«Attanagliati dalla crisi economica e dall’emergenza energetica e ambientale – si domanda Pallante – possiamo sperare in un futuro di benessere e di serenità?». Certamente, a patto però di invertire la rotta, ribellandoci all’imperativo che ci ha guidati nell’ultimo secolo: la crescita ad ogni costo, misurata con l’aberrante strumento del Pil. La soluzione? Un nuovo modello di sviluppo, promosso dalla Decrescita Felice: «Una filosofia concreta, che chiunque – dal singolo cittadino fino al suo governo – può mettere in pratica: decrescere non vuol dire rinunciare a nulla, ma solo tagliare gli sprechi».
Gli esempi non mancano. «Restare per ore imbottigliati nel traffico fa volare il Pil, ma inquina l’aria e rovina la vita; meglio usare mezzi alternativi, o muoversi meno: si fa calare il Pil, ma si vive meglio». Cos’è preferibile? Consumare cibi provenienti dall’altra parte del pianeta o gustare le primizie dell’orto di casa? O ancora: meglio passare il sabato in coda al supermercato o condividere rapporti umani, risparmiando denaro e assaggiando prodotti della fattoria grazie all’adesione ad un Gruppo di acquisto solidale? Tutte pratiche che abbattono il Pil, ma migliorano il bilancio familiare e la vita quotidiana, favorendo l’instaurarsi di relazioni fondate sulla reciprocità e sul dono, anziché sulla competizione.
La Decrescita, avverte Pallante, non è nemica del vero progresso: basti pensare alla portata planetaria, auspicata da Barack Obama, della riconversione industriale in chiave ecologica, promuovendo le nuove tecnologie nel settore edilizio e in quello energetico. Risultati ancora più spettacolari, in prospettiva, sono immediatamente alla portata di milioni di persone: basta impegnarsi a ridurre trasporti, rifiuti e imballaggi, sperimentare la facilità di alcune forme di auto-produzione (pane, formaggio, detersivi), scoprendo il piacere di nuovi stili di vita che permettono, da subito, di risparmiare denaro, ridurre l’inquinamento e, in definitiva, vivere meglio.
Il nuovo libro di Pallante, autore di numerose opere sulla Decrescita, rappresenta un ulteriore sforzo per comunicare l’elementare verità alla base di questa filosofia: «Perseguendo questi obiettivi, la Decrescita Felice corregge le storture del nostro modello economico e indica la via per un’altra dimensione del benessere». Un mondo meno inquinato e una società più umana: «Non è un’utopia, ma una nuova vita. Che possiamo cominciare già da oggi». Riscoprendo, senza remore, la parola “felicità”. Ingrediente magico, capace di restituire al mondo quello gli è stato tolto: il futuro.
(Maurizio Pallante, “La felicità sostenibile” – Filosofia e consigli pratici per consumare meno, vivere meglio e uscire dalla crisi; Rizzoli, 212 pagine, 16 euro).