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Nella valle virtuosa
Scritto da Administrator   
Mercoledì 10 Marzo 2010 18:51

Avigliana è un comune di 12.133 abitanti del Piemonte, situato ad una ventina di chilometri a ovest di Torino.

Il comune è posto in un anfiteatro morenico compreso tra il Monte Pirchiriano, sul quale sorge la Sacra di San Michele, e la collina di Rivoli, nella parte terminale della Valle di Susa verso la pianura in un molteplice e complesso territorio conosciuto come anfiteratro morenico di Rivoli.

Pannolini lavabili, detersivi sfusi, latte crudo alla spina, raccolta differenziata al 60%, programmi di educazione scolastica su riciclo e impatto ambientale e persino l’impianto fotovoltaico per alimentare la locale stazione di polizia municipale.

In questo comune piemontese, vincitore del primo premio per i comuni virtuosi a cinque stelle, la difesa del territorio e della qualità della vita sono elementi fondamentali dell’attività pubblica.

Reset incontra il vice-sindaco e assessore alle politiche ambientali Arnaldo Reviglio, che ci racconta le idee del suo comune per una politica virtuosa.

Ascolta l'intervista

 
Lo spot del 20 marzo
Scritto da Administrator   
Lunedì 08 Marzo 2010 19:43

Ecco lo spot da ascoltare, scaricare e diffondere, relativo alla manifestazione nazionale per la difesa dell’acqua pubblica prevista per sabato 20 marzo a Roma.

Alla manifestazione ha aderito ufficialmente l’Associazione dei Comuni Virtuosi, i cui soci hanno portato in approvazione ordini del giorno e modifiche statutarie per sancire l’acqua come un bene comune e un patrimonio collettivo non mercificabile, privo insomma di rilevanza economica.

Invitiamo tutti i comuni che ancora non l’avessero fatto ad apportare la modifica statutaria, ad aderiere alla manifestazione del 20 e a sostenere in tutti i modi questa battaglia per i beni comuni.

Ascolta lo spot

Il sito ufficiale della campagna

 
Il parco dove tutto è possibile
Scritto da Administrator   
Domenica 07 Marzo 2010 10:50

Settimo Rottaro, piccolo comune di 520 abitanti della provincia di Torino, ha parecchie cose da insegnare ai grandi comuni più blasonati del nostro paese.

Concetti semplici, iniziative che portano benefici a tutti e con risparmi concreti per le famiglie che ci abitano.

Un primo cittadino davvero in gamba, che ha le idee chiare: no alla privatizzazione dell’acqua, stop al consumo di territorio, rifiuti zero, riciclo, fotovoltaico, energie rinnovabili.

Un parco disegnato dai bambini e ora, iniziativa che lui spera venga copiata alla faccia del copyright, l’acqua potabile del sindaco gassata.
 Da imbottigliare in centro, in coda mentre si chiacchiera del più e del meno.

Reset Radio intervista questo appassionato primo cittadino, Francesco Comotto, per capire se è difficile essere intelligenti e innovativi.

Ascolta l'intervista

 
Ecoeuro in cambio di plastica
Scritto da Administrator   
Venerdì 05 Marzo 2010 09:51

Sa di Avatar, ma non è il nuovo sequel di James Cameron: è invece la storia di un comune italiano, in Campania.

A Camigliano, in provincia di Caserta, hanno capito che oltre ad essere virtuosi nella pratica di tutti i giorni, è fondamentale trasmettere alle nuove generazioni il senso del riciclo, del riutilizzo, della raccolta differenziata, della decrescita felice.

E così sono nati gli Ecoeuro, una sorta di moneta data in cambio della plastica che i bambini portano a scuola e che possono utilizzare negli esercizi commerciali di Camigliano per comprare prodotti didattici.

Un’idea davvero semplice se ci si pensa, ma che dal punto di vista educativo si professa essere davvero incisiva. Poi pannolini lavabili gratis ai genitori che lo richiedono, compostiere in comodato d’uso (gratis per chi le riceve) per produrre autonomamente il compost (da riutilizzare in agricoltura e giardinaggio), led e fotovoltaico in edifici pubblici.

Senza contare le taniche per la raccolta degli olii alimentari esausti che, grazie ad un accordo del comune con aziende del settore, consente ai cittadini di smaltire gratuitamente senza inquinare questi materiali che, solitamente, vengono versati nei lavandini delle nostre abitazioni con gravi danni all’ambiente.

Chiediamo il “conto” di tutte queste iniziative al primo cittadino di Camigliano, Vincenzo Cenname. Su Reset tornano i comuni virtuosi. L’altra politica. Quella per il bene comune.

Ascolta l'intervista

 
Insieme. Possiamo!
Scritto da Administrator   
Giovedì 04 Marzo 2010 22:26

Insieme, donne e uomini appartenenti a comitati territoriali e associazioni, forze culturali e religiose, sindacali e politiche, abbiamo contrastato i processi di privatizzazione dell’acqua portati avanti in questi anni dalle politiche governative e in tutti i territori.

Insieme abbiamo costituito il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e raccolto più di 400.000 firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell’acqua.

Mentre la nostra proposta di legge d’iniziativa popolare giace nei cassetti delle commissioni parlamentari, l’attuale Governo ha impresso un’ulteriore pesante accelerazione, approvando, nonostante l’indignazione generale, leggi che consegnano l’acqua ai privati e alle multinazionali (art. 23bis, integrato dall’ art. 15-decreto Ronchi).

Non abbiamo alcuna intenzione di permetterglielo. La nostra esperienza collettiva, plurale e partecipativa è il segno più evidente di una realtà vasta e diffusa, di un movimento vero e radicato nei territori, che ha costruito consapevolezza collettiva e capacità di mobilitazione, sensibilizzazione sociale e proposte alternative.

Chiamiamo tutte e tutti ad una manifestazione nazionale a Roma sabato 20 marzo, per bloccare le politiche di privatizzazione dell’acqua, per riaffermarne il valore di bene comune e diritto umano universale, per rivendicarne una gestione pubblica e partecipativa, per chiedere l’approvazione della nostra legge d’iniziativa popolare, per dire tutte e tutti assieme “L’acqua fuori dal mercato!”.

Nella nostra esperienza di movimenti per l’acqua, ci siamo sempre mossi con la consapevolezza che quanto si vuole imporre sull’acqua e in ciascun territorio è solo un tassello di un quadro molto più ampio che riguarda tutti i beni comuni, attraversa l’intero pianeta e vuol mettere sul mercato la vita delle persone. La perdurante crisi economica, ambientale, alimentare e di democrazia, è la testimonianza dell’insostenibilità dell’attuale modello di produzione, consumi e vita. Il recente fallimento del summit ONU di Copenaghen è solo l’ultimo esempio dell’inadeguatezza delle politiche liberiste e mercantili, incapaci di rispondere ai diritti e ai bisogni dell’umanità.

Se il mercato ha prodotto l’esasperazione delle diseguaglianze sociali, la cronicità della devastazione ambientale e climatica, la drammaticità di grandi migrazioni di massa, non può essere lo stesso mercato a porvi rimedio.

Analogamente alle battaglie sull’acqua, in questi anni e in moltissimi territori, sono nate decine di altre resistenze in difesa dei beni comuni. Significative mobilitazioni popolari, capaci di proposte alternative nel segno della democrazia condivisa, stanno tenacemente contrastando la politica delle “grandi opere” devastatrici dei territori, una gestione dei rifiuti legata al business dell’incenerimento, un modello energetico dissipatorio e autoritario, basato su impianti nocivi ed ora anche sul nucleare.

Rappresentano esperienze, culture e storie anche molto diverse fra loro, ma ugualmente accomunate dalla voglia di trasformare questo insostenibile modello sociale, difendendo i beni comuni contro la mercificazione, la salute contro tutte le nocività, i territori contro le devastazioni ambientali.

Chiamiamo tutte queste realtà a costruire assieme la manifestazione nazionale di sabato 20 marzo. Ciascuna con la propria esperienza e specificità, ciascuna con la propria ricchezza e capacità.

Pensiamo che la manifestazione, oltre ad essere un importante ed unificante momento di lotta, ponga con intelligenza e determinazione la questione della democrazia partecipativa, ovvero l’inalienabile diritto di tutte/i a decidere e a partecipare alla gestione dell’acqua e dei beni comuni, del territorio e dell’energia, della salute e del benessere sociale.

Consapevoli delle nostre differenze, accomunati dal medesimo desiderio di un altro mondo possibile.

 
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