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La mobilità privata e i suoi effetti indotti sono tra i principali problemi che affliggono le aree urbane italiane, influenzando negativamente la qualità della vita. Il mobility management può essere uno strumento efficace di governo della domanda di trasporto in grado di ridurre le percorrenze complessive dei veicoli individuali a motore. E’ da queste percorrenze, infatti, che dipende in prima istanza il carico emissivo del settore della mobilità urbana, nonché il consumo di energia e le emissioni di gas climalteranti. Ad oggi, il mobility manager inizia ad essere una figura propria dell’organico nelle amministrazioni locali. Con differenti modalità organizzative oltre 50 enti locali hanno provveduto ad introdurre tale figura e a creare strutture dedicate al mobility management, mentre a livello aziendale si contano circa 700 mobility manager. Nel corso del 2005, APAT (Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici) ha patrocinato il Primo Premio Nazionale sul Mobility Management, promosso da Euromobility che ha con tale iniziativa creato un momento di incontro tra le migliori pratiche maturate in Italia negli ultimi 5 anni. E’ stato prodotto un manuale: “Mobility Management – Le buone pratiche d’Italia” frutto del lavoro di ricerca e raccolta dati di Lorenzo Bertuccio, Emanuela Caraffi e Federica Parmagnani, che analizza ed evidenzia i risultati delle progettualità sperimentate da: enti locali, aziende pubbliche e private, istituti scolastici e università. Il Comune di Bari, ad esempio, ha avviato a partire dal 2004 il progetto “Park & Ride” che ha visto la realizzazione di tre parcheggi di interscambio situati nelle zone più esterne della città e collegati al centro mediante due linee di bus-navetta, volti a contenere l’afflusso di veicoli privati nell’area del centro. La premessa per la buona riuscita del progetto è stata il Protocollo d’intesa sottoscritto tra il Comune di Bari, la società di trasporto pubblico AMTAB, la società di trasporto autoferroviario Ferrotranvia s.r.l., e tutte le altre società in ambito di traporti. Particolare attenzione è stata rivolta alla politica tariffaria, che ha previsto l’introduzione di un biglietto giornaliero, al costo di € 1,00, riservato a tutti gli occupanti del veicolo privato, comprensivo del costo del parcheggio e della possibilità di utilizzare gratuitamente le navette entro l’orario di esercizio dei parcheggi. Nel dicembre del 2003 il Comune di Bologna ha inceve stipulato una convenzione con l’azienda per il trasporto pubblico bolognese (ATC), avente come destinatari dei benefici economici concordati i dipendenti delle aziende e degli Enti che avessero adottato politiche di mobility management attraverso la nomina formale di un mobility manager aziendale e l’approvazione del Piano spostamenti casa-lavoro del Comune di Bologna. Il Comune di Parma ha predisposto un bando per la concessione di contributi alle imprese, ubicate nel Comune di Parma, che hanno adottato un piano spostamenti casa-lavoro con la finalità di incentivare la realizzazione di interventi a favore della mobilità sostenibile, per la riduzione degli spostamenti sistematici casalavoro e dell’impatto ambientale derivante dal traffico. L’importo messo a disposizione delle aziende è stato di € 178.205,00 per la realizzazione di diverse tipologie di interventi: parcheggi aziendali per biciclette, colonnine di ricarica per i mezzi elettrici in area aziendale, acquisto di strumenti di telelavoro, acquisto di abbonamenti per l’uso del trasporto pubblico, compagne di comunicazione dell’attività di mobility management nelle aziende e costituzione di flotte aziendali ecologiche. Parallelamente ha avviato il progetto Bici Card, che consiste nella distribuzione di una tessera gratuita, rilasciata a chiunque ne faccia richiesta, che permette di usufruire di sconti presso una serie di esercizi commerciali situati nel Comune di Parma. Poi è stato aperto il “Parma Punto Bici”, che permette di noleggiare bici elettriche e tradizionali a costi contenuti. Al Parma Punto Bici è possibile trovare le mappe delle piste ciclabili cittadine, le guide pratiche per andare in bicicletta e mantelline impermeabili per ciclisti in caso di pioggia. Gli incentivi mediante contributi ai residenti variabili da € 150,00 a € 300,00 (per un totale complessivo di oltre € 900.000,00) ha permesso l’acquisto di oltre 3000 biciclette elettriche in città. Infine, sempre sul fronte delle biciclette, è stato introdotto il Bike Sharing, con la creazione di parcheggi automatici di biciclette, dislocati nei punti strategici della città, dove, tramite una card con i dati personali, è possibile prelevare una bici per i propri spostamenti e poi riconsegnarla allo stesso parcheggio o in un altro punto. Molti enti locali hanno negli anni erogato contributi economici per la conversione delle auto da benzina a metano. Questo ha permesso una diminuzione consistente dell’inquinamento atmosferico e un ripensamento generale del trasporto privato. Gli incentivi ai privati si sono accompagnati spesso ad una riconversione del parco mezzi pubblico, con veicoli elettrici o Gpl e metano. Decine poi sono le esperienze in cui il lavoro del mobility management è andato nella direzione dell’attivazione di servizi di trasporto pubblico come il bus a chiamata e il taxi collettivo, il car-sharing e car pooling. Per ulteriori informazioni: http://www.euromobility.org/
Buone pratiche Euromobilty
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