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Comuni Virtuosi - News

Comuni a 5 stelle 2012

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E’ ufficialmente aperto il bando per la sesta edizione del Premio nazionale dei Comuni a 5 stelle, promosso dall’Associazione dei Comuni Virtuosi, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio. 

Al premio possono concorrere tutti gli enti locali che abbiano avviato politiche (azioni, iniziative, progetti caratterizzati da concretezza ed una verificabile diminuzione dell’impronta ecologica) di sensibilizzazione e di sostegno alle “buone pratiche locali” con particolare riferimento alle seguenti categorie:

gestione del territorio (Opzione cementificazione zero, recupero aree dismesse, progettazione partecipata, bioedilizia, ecc.);

impronta ecologica della “macchina comunale” (efficienza energetica, acquisti verdi, mense biologiche, ecc.);

rifiuti (raccolta differenziata porta a porta spinta, progetti per la riduzione dei rifiuti e riuso);

mobilità sostenibile (car-sharing, car-pooling, traporto pubblico integrato, piedibus, biocombustibili, ecc.);

nuovi stili di vita (progetti per stimolare nella cittadinanza scelte quotidiane sobrie e sostenibili, quali: filiera corta, disimballo dei territori, diffusione commercio equo e solidale, autoproduzione, finanza etica, ecc.).

Una giuria stilerà una graduatoria finale indicando le progettualità ed esperienze più significative. Il termine per la presentazione dei progetti è fissato per il 30 giugno 2012. La cerimonia di premiazione avverrà presso il Comune di Corchiano (VT) sabato 22 settembre 2012.

Scarica qui il testo del bando: Bando 2012

Per informazioni, richieste e segnalazioni: Associazione dei Comuni Virtuosi – P.zza Matteotti, 17 – 60030 Monsano (AN) Tel. 3346535965 – info@comunivirtuosi.org

Gli orti di Capannori

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Sono stati consegnati oggi (martedì) a Capannori i primi orti comunali. I dodici cittadini, la maggior parte donne e pensionati, che si sono aggiudicati gli spazi messi a disposizione con l’apposito bando, potranno coltivare ortaggi e piccoli arbusti come mirtilli, lamponi e fragole in appezzamenti di terra grandi 30 metri quadri ciascuno. Il tutto dovrà avvenire secondo i principi dell’agricoltura biologica evitando concimi e fertilizzanti chimici. I prodotti della terra, inoltre, potranno solo essere usati per fini personali e non di lucro.

A salutare i cittadini assegnatari stamani (martedì) c’erano gli assessori all’ambiente, Alessio Ciacci, al patrimonio, Lara Pizza e all’urbanistica, Claudio Ghilardi.

“Non è un caso che la maggior parte delle domande ci sia giunta da donne e pensionati che non dispongono di terreni dove poter coltivare ortaggi ad uso familiare – afferma l’assessore all’ambiente, Alessio Ciacci -. Gli orti comunali, infatti, svolgono un’importante funzione sociale e di aggregazione, oltre a rappresentare un modo per curare terreni incolti in alcune parti del territorio comunale. Fa piacere notare una positiva risposta da parte della popolazione anche in un territorio con molte aree rurali come il nostro”.

“Gli orti sorgono in alcuni terreni pubblici individuati nel regolamento urbanistico – affermano gli assessori al patrimonio, Lara Pizza e all’urbanistica, Claudio Ghilardi -. Per venire incontro alle richieste dei cittadini ne abbiamo scelti tre in ogni zona del Comune, nord, centro e sud, privilegiando le aree a maggiore densità abitativa. Gli orti comunali, inoltre, contribuiranno a riqualificare le frazioni, visto che fino a oggi quei campi non erano utilizzati”.

Gli orti comunali si trovano in tre frazioni: a Capannori in via per Corte Fonatana, dove ci sono 6 assegnatari, a Marlia in una traversa di via Paolinelli (ex area PEEP), dove ci sono 3 assegnatari e a Guamo in una traversa di via Nuova (ex area PEEP); anche qui gli appezzamenti di terreno saranno curati da 3 cittadini. Nei prossimi giorni, inoltre, altri tre terreni verranno consegnati ad altrettanti cittadini.
Questa iniziativa permetterà anche una maggior cura del territorio.

Gli assegnatari, infatti, dovranno garantire la buona sistemazione e la pulizia del proprio orto e contribuire alla manutenzione degli spazi comuni. Gli orti avranno anche una valenza educativa: l’amministrazione li utilizzerà per iniziative di promozione dell’agricoltura biologica destinate alle scuole e a tutti i cittadini.
Sono ancora disponibili degli appezzamenti di terreno. Chi fosse interessato può mettersi in contatto con l’ufficio patrimonio, tel. 0583/428311.

Liberalizzare il territorio...

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Di Edoardo Salzano - Eddyburg.it

Pensavo che fosse uno scherzo quando ho letto il primo articolo del decreto sulle liberalizzazioni, inviatomi qui a Kigali (Rwanda) da un amico dall’Italia. Poi ho capito che era vero: si trattava dei provvedimenti per consentire la ripresa della “crescita” del paese. Tra questi mi ha particolarmente colpito l’abolizione, di fatto, della “pianificazione autoritaria: il colpo che non era riuscito a Maurizio Lupi e ai suoi alleati di destra e di sinistra.

Il decreto Monti dispone infatti l’abrogazione delle norme «che pongono divieti e restrizioni alle attività economiche non adeguati o non proporzionati alle finalità pubbliche perseguite, nonché le disposizioni di pianificazione e programmazione territoriale o temporale autoritativa con prevalente finalità economica o prevalente contenuto economico, che pongono limiti, programmi e controlli non ragionevoli, ovvero non adeguati ovvero non proporzionati rispetto alle finalità pubbliche dichiarate e che in particolare impediscono, condizionano o ritardano l’avvio di nuove attività economiche o l’ingresso di nuovi operatori economici ponendo un trattamento differenziato rispetto agli operatori già presenti sul mercato, operanti in contesti e condizioni analoghi».

Il significato di questa abrogazione (deregolamentazione) è chiaro.

La pianificazione e programmazione degli enti pubblici elettivi (“autoritativa”) deve avere quale suo obiettivo principale, cui tutti gli altri sono subordinati, lo sviluppo delle attività economiche. Poiché (e finché) “le finalità pubbliche perseguite” (la “crescita”, l’aumento del PIL, la produzione di maggiore valore di scambio) non saranno raggiunte, ogni altro obiettivo sarà ad esso sacrificabile.

La tutela dei beni culturali e del paesaggio, il benessere degli abitanti delle città e dei territori, la salute, l’equità nell’accesso ai beni comuni, quindi un’organizzazione dello spazio che consenta di soddisfare queste esigenze, tutto ciò diventerà, insieme al lavoro, variabile subordinata della “crescita”.

Domandiamoci qual è, nell’Italia di oggi, la “crescita” che trova ostacoli nella pianificazione e programmazione “autoritative”. E’ forse quella caratterizzata dall’innovazione e dalla ricerca, dal perseguimento del migliore valore d’uso del prodotto? Certamente no. L’attività economica più redditizia, quella alla quale si sono pesantemente convertite, fin dagli ani Settanta del secolo scorso, le stesse aziende capitalistiche “moderne e avanzate”, è quelle del mattone: dell’incremento e della massima valorizzazione della rendita fondiaria urbana.

Non è necessario ricordare ai frequentatori di eddyburg, e neppure alle migliaia di persone che dedicano parte del loro tempo e della loro attenzione politica ai gruppi e comitati di cittadinanza attiva, quale sia la realtà dello “sviluppo economico” che trova ostacoli in quel poco che resta (o che si teme possa restare) della pianificazione urbanistica e territoriale, specie se con “specifica considerazione dei valori paesaggistici e ambientali”.

Lo “sviluppo economico” che trova ostacoli nella buona pianificazione e programmazione “autoritative” è quello stesso a favore del quale il governo Berlusconi ha emanato i suoi condoni edilizi e il suo “piano-casa” e ha disegnato, nel salotto di Emilio Fede, il suo programma di infrastrutture e “grandi opere”. Non c’è alcuna discontinuità tra la politica berlusconiana e quella montiana a questo proposito.

Del resto non poteva essere altrimenti, se pensiamo alla maggioranza sulla quale il nuovo governo si regge. Oltre agli uomini di Berlusconi essa infatti comprende quel PD che troppo spesso ha seguito, condiviso, accettato – o, quando è stato più feroce – subito le scelte di politica territorile di Berlusconi. Non è stata forse la regione Toscana la prima ad accettare la logica del “piano-casa”? e non sono decine e decine i sindaci del PD che hanno seguito la logica della deregolamentazione urbanistica, o del sovradimensionamento dei piani in omaggio allo “sviluppo”, o hanno riconosciuto negli interessi dei “finanziatori” quelli da premiare nelle scelte urbanistiche, o hanno puntato il loro successo su “grandi opere” celebrative della loro persona – prima ancora del loro governo?

Certo, il decreto Monti è pieno di ambiguità lessicali e procedurali: chi, quando e come definirà, ad esempio, il carattere «vessatorio» di determinate procedure? Chi stabilirà, volta per volta, qual è «l’interesse pubblico», e quali regole o vincoli siano «non ragionevoli, ovvero non adeguati ovvero non proporzionati rispetto alle finalità pubbliche»?

Qualcuno, magari, potrà essere tranquillo pensando: ma questi intellettuali, moralmente ineccepibili e ricchi di cultura e buon gusto, oltre che di buon cuore, staranno attenti a non far danno. Ma anche questi ottimisti dovrebbero tremare pensando che cosa succederà se, e quando, a Monti subentrerà un nuovo Berlusconi, che si troverà in cassaforte questo provvedimento. E di Caimani ce ne sono tanti, in giro.

Conto alla rovescia per l'Ora della terra

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È iniziato il countdown per l’Ora della Terra 2012, durante la quale si spegneranno dalle 20.30 alle 21.30 (ora locale)  le luci di monumenti ed edifici in tutto il Mondo, un gesto simbolico verso il Pianeta e per la lotta ai cambiamenti climatici.

A poco meno di un mese da Earth Hour 2012, vi chiediamo di aderire a questa iniziativa globale del WWF, a cui hanno già confermato la propria partecipazione oltre 150 città tra cui Roma, Torino, Milano e Palermo.  Il vostro Comune può scegliere di partecipare spegnendo un monumento o un luogo simbolo della propria città, promuovendo l’evento sui propri canali ed invitando i propri cittadini a prendere parte a questa speciale iniziativa globale.

Nell’edizione di quest’anno, grazie al patrocinio di numerosi enti, tra i quali Associazione Comuni Virtuosi, è stato possibile realizzare l’iniziativa speciale “City Challenge – Reinventiamo la città”, al fine di raccogliere le buone pratiche di sostenibilità urbana sul nostro territorio. In attesa di premiare i migliori esempi di buone pratiche di sostenibilità, il WWF è al lavoro per selezionare e vagliare le candidature pervenute. I Comuni italiani che si sono distinti per queste buone pratiche saranno inoltre segnalati al WWF Internazionale nell’ambito del concorso internazionale, “City challenge”, una selezione volta a premiare la capitale della sostenibilità (premiazione prevista per fine 2012).

Potete confermare la vostra adesione sul sito web dell’Ora della Terra oppure scrivendo ad ufficioeventi@wwf.it. Per ulteriori informazioni: Ufficio Eventi WWF Italia Tel. 06.84497.344/245.

Due milioni di case e capannoni sfitti

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Una città grande come Montreal, tutta vuota. È l'immagine (stimata per difetto) che apparirebbe se si mettessero insieme le case e i capannoni sfitti che oggi esistono in Italia. Secondo alcune stime sarebbero almeno 2 milioni. Altre arrivano a 7-8, ma un dato ufficiale ancora non esiste. Potrebbe invece arrivare, nei prossimi mesi, grazie all'iniziativa lanciata in questi giorni dal Forum Salviamo il paesaggio.

L'organizzazione, nata nell'ottobre scorso, e a cui hanno aderito 10 mila persone e quasi 600 associazioni in tutta Italia, sta promuovendo un censimento del patrimonio edilizio costruito, ma mai utilizzato. Per farlo, i settanta comitati del Forum già istituiti stanno inviando ai sindaci degli 8.101 Comuni italiani una lettera che contiene una tabella da compilare e restituire entro sei mesi. Sette pagine scritte da un team di architetti, urbanisti e amministratori comunali appartenenti al forum, che chiedono al Comune una fotografia molto precisa del loro territorio e dei suoi abitanti. Dal suolo già urbanizzato a quello potenzialmente urbanizzabile e già previsto dal piano di governo del territorio (Pgt) vigente. Dal numero di case abitate a quelle vuote. E molti altri dati ancora.

CONSUMO DI SUOLO - L'obiettivo del Forum è quello di fermare il consumo di suolo in Italia e questo non si può fare senza un censimento della situazione esistente. Inoltre, i comitati chiedono ai sindaci di non dare il via libera a nuove edificazioni su aree libere prima di aver completato il censimento. In Italia il consumo di suolo viaggia a un trend che potrebbe arrivare a 75 ettari al giorno entro i prossimi vent'anni se non si prendono provvedimenti. Questo sostiene il dossier Terra rubata pubblicato recentemente da Fai e Wwf.

ALLARME LOMBARDIA - L'ultimo allarme, su questo fronte, viene dalla Lombardia. Francesco Prina, consigliere regionale del Pd, parla di «cementificazione selvaggia»: «I nuovi Pgt approvati dai Comuni lombardi, più o meno la metà, prevedono altri 10 milioni di abitanti. Inoltre, la superficie agricola utile perde 60 mila ettari ogni dieci anni. Un dato allarmante, impossibile da sostenere», ha sottolineato Prina in un recente convegno. Il Pd propone «che gli oneri di urbanizzazione non siano più utilizzati per le spese correnti dei bilanci comunali. I candidati sindaci nel loro programma devono dire prima quanti metri quadrati di suolo intendono occupare. Va introdotto l’obbligo al riuso delle aree dimesse». La Regione sta lavorando a una legge sul consumo di suolo che dovrebbe essere operativa già nel 2013. Tuttavia, il consumo annuo di cemento in Italia è calato del 6 per cento rispetto al 2009, attestandosi a quasi 34 milioni di tonnellate, il dato più basso dell'ultimo decennio. Fra il 2004 e il 2008 era arrivato a un picco di oltre 46 milioni di tonnellate.

LA SITUAZIONE IN EUROPA – L'espansione a dismisura delle città a scapito dei terreni agricoli, dei boschi e delle foreste riguarda ormai oltre un quarto del territorio dell'Unione europea. Entro il 2020 circa l'80% dei cittadini dell'Ue vivrà in aree urbane. «Un'espansione che non è guidata dall'aumento della popolazione, ma dal cambiamento degli stili di vita e di consumo. Il numero degli abitanti è cresciuto del 33 per cento, mentre l'aumento medio dell'estensione delle città europee è stato del 78%», spiega Roman Uhel, a capo dello Spatial Anaysis group dell'Agenzia europea dell'Ambiente. Il picco si verifica nelle nelle zone costiere del Mediterraneo: qui l'urbanizzazione, composta quasi sempre di seconde case, è cresciuta del 30 per cento in più rispetto alle aree centrali delle nazioni. Per questo, secondo l'Agenzia dell'Ambiente, «occorre una riforma che porti verso una tassazione sull'inquinamento e sull'uso inefficiente del suolo, dei materiali e dell'energia» e poi «un approccio definito per dare una forma allo sviluppo urbano in Europa». Gli impatti negativi dell'assenza di un disegno globale si fanno sentire anche sulla salute, sulla qualità della vita e sulla produttività: «L'Europa già perde 200 milioni di giorni lavorativi all'anno per colpa di malattie legate all'inquinamento dell'aria», scrive l'agenzia. «Senza contare la perdita economica dovuta al traffico o agli eventi atmosferici estremi».

Giovanna Maria Fagnani - Corriere.it