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Non è vero che tutto va peggio

I nostri politici sono tutti uguali, tutti attaccati alla poltrona e sempre pronti a spartirsi la torta...”. E’ questa l’immagine della politica più diffusa, oggi, nel nostro paese.

Spesso, a ragione, siamo portati a pensare che la nostra classe dirigente sia del tutto inadeguata ad affrontare il cambiamento, attivando politiche concrete e di buon senso che mirino alla salvaguardia ambientale e alla partecipazione dei cittadini nel governo dei territori locali. Molti esempi negativi sono lì a dimostrarlo, alimentando un pregiudizio che porta a “fare di tutta l’erba un fascio” e  non vedere così le esperienze diverse oggi esistenti.

Il cambiamento avviato nelle comunità dai gruppi di acquisto solidali, dalle banche del tempo, dalle botteghe del commercio equo, dalle esperienze di finanza etica, è possibile anche e soprattutto dove un assessore, un sindaco, un’amministrazione comunale, accompagnano questi processi e si fanno così accompagnare nella riduzione complessiva dell’impronta ecologica di un quartiere, di un paese, di un’intera città.

Esistono oggi in Italia diverse reti e associazioni di comuni che stanno cercando di raccogliere, valorizzare e diffondere le buone prassi sperimentate o in corso di sperimentazione nel campo della riduzione dei consumi, nell’autoproduzione di energia, nel recupero e riciclaggio dei rifiuti, in stili di vita più sobri e felici.

Una di queste è l’Associazione dei Comuni Virtuosi, nata nel 2005 per iniziativa di quattro comuni: Monsano (AN), Colorno (PR), Vezzano Ligure (SP) e Melpignano (LE).

I comuni iscritti a questa Associazione, sparsi in tutta Italia, diversi per dimensioni e caratteristiche politico-amministrative, sono accomunati dalla concretezza delle azioni e dal buon senso dei progetti messi in campo.

L’Associazione organizza convegni e incontri, raccoglie, cataloga e mette in rete le esperienze migliori attraverso alcune pubblicazioni e il sito internet. Organizza da un paio d’anni il Premio nazionale dei “Comuni a 5 stelle”, che ha lo scopo di far emergere e premiare i progetti più significativi, efficaci e coinvolgenti, avviati in tutta Italia da sindaci e assessori all’avanguardia, veri pionieri alla scoperta di un mondo realmente sostenibile.

Nei comuni virtuosi le case vengono costruite e ristrutturate solo seguendo rigorosamente i criteri della bio-edilizia e dell’efficienza energetica: Avigliana (TO), Carugate (MI), Vezzano Ligure (SP), hanno ad esempio adottato regolamenti urbanistici all’avanguardia.

Nei comuni virtuosi gli edifici pubblici consumano l’80% in meno di energia della media nazionale per illuminare e riscaldare/raffredare le scuole, le sedi istituzionali, le scuole, gli impianti sportivi, gli ospedali. Questo garantisce al tempo stesso di ridurre le emissioni in atmosfera e di abbattere i costi della bolletta energetica comunale, a beneficio dei bilanci pubblici.

Nei Comuni virtuosi non c’è bisogno di costruire inceneritori, o di ampliare le discariche, perché sono all’85% di raccolta differenziata grazie al sistema porta a porta – come Capannori (LU), Ponte nelle Alpi (BL), Monte San Pietro (BO) – ma soprattutto producono in media il 30% in meno di rifiuti degli altri comuni italiani.

Nei comuni virtuosi ci si muove con il piedibus, il bicibus, il car-sharing, il car-pooling, con un trasporto pubblico che funziona realmente e con percorsi ciclo-pedonali estesi e in sicurezza.

Nei comuni virtuosi il suolo è un bene comune al pari dell’aria che respiriamo e dell’acqua che ci serve per vivere. E’ in atto cioè una vera e propria rivoluzione silenziosa, come a Cassinetta di Lugagnano (MI), paesino di 1500 abitanti nel Parco del Ticino, a due passi dalla metropoli di Milano, dove il sindaco Domenica Finiguerra ha approvato insieme alla sua giunta un Piano di Gestione del Territorio a “crescita zero”. Stupito dal clamore suscitato nei mesi scorsi dal progetto, ha dichiarato candidamente di aver svolto semplicemente il suo dovere di sindaco e soprattutto di padre, tutelando quel poco di territorio “vergine” per chi verrà dopo di noi.

Nei comuni virtuosi, insomma, i cittadini e i loro amministratori scelgono di vivere diversamente modificando, insieme, i propri stili di vita, partendo dalla borsa della spesa, dal modo di muoversi in città, dai consumi e dai comportamenti quotidiani, dall’educazione ambientale nelle scuole.

Esperienze sul campo, fatte insieme alle famiglie, tra la gente. Un modo concreto per incentivare i cittadini all'adozione di nuovi stili di vita, improntati alla sobrietà, capaci di trasformare la sensibilità antispreco del singolo da sensazione di inadeguatezza a occasione di impegno.

Questo brano è tratto dalla seconda edizione del libro "Non è vero che tutto va peggio" di Michele Dotti e Jacopo Fo, edito dalla EMI (Editrice Missionaria Italiana), www.emi.it

Per informazioni: micheledotti.myblog.it

it.youtube.com/watch?v=dv0OEbZ9rnY

 
 
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