Il decreto legge Ronchi “salva-infrazioni comunitarie”, con le contrastate norme sulla privatizzazione dell’acqua, è legge.
La Camera ha approvato la conversione con 302 voti a favore e 263 contrari lo scorso giovedi, 19 novembre. Unico paese in Europa, l’Italia si è avviata verso la privatizzazione dell’acqua.
La sua conversione in legge sottrarrà ai cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile di rubinetto.
Noi pensiamo che sia un epilogo da scongiurare, sia per un concetto inviolabile che annovera l’acqua come un diritto universale e non come merce, ma anche per le ripercussioni disastrose che una privatizzazione potrebbe generare sui cittadini in funzione della crescita delle tariffe.
Si tratta della definitiva mercificazione di un bene essenziale alla vita. Si tratta della definitiva consegna al mercato di un diritto umano universale. Si tratta di un provvedimento inaccettabile!
Il consiglio comunale di Mezzago (MI), così come decine di altri comuni (virtuosi e non) in tutta Italia, nella seduta del 30 novembre ha deliberato un testo per dichiarare l’acqua un bene comune, essenziale ed insostituibile per la vita di ogni essere vivente.
L'acqua è stata dichiarata un diritto inviolabile, universale, inalienabile ed indivisibile dell’uomo, esplicitando che il Servizio Idrico Integrato è e deve rimanere un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto essenziale per garantire l’accesso all’acqua e pari dignità umana a tutti i cittadini.
La nostra campagna "L'acqua è del sindaco (e di tutti i cittadini)" sta riscuotendo dunque un grande interesse: sempre più amministrazioni comunali modificano i propri statuti a difesa dell'acqua come bene comune, sempre più sindaci ci mettono la faccia e dicono che esiste un limite invalicabile anche per Sua Maestà il Mercato...




