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Comuni Virtuosi - Impronta Ecologica

Numeri da paura...!

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La fontana pubblica a Colorno (PR) è stata inaugurata il 10 novembre 2011. In cinque mesi sono stati erogati 88.928 litri di acqua potabile, del sindaco, con una media giornaliera di 514 litri.

Questo ha consentito di raggiungere risultati impressionanti. Tanto per dare qualche numero: usare l’acqua dell’acquedotto comunale (liscia o gassata per 5 centesimi al litro) ha consentito di risparmiare qualcosa come 59.285 bottiglie di plastica da un litro e mezzo.

La fontana dell’acqua voluta dall’amministrazione comunale ha risparmiato per l’ambiente 622.496 litri d’acqua (è noto infatti che per produrre una bottiglia in plastica da un litro servono, tra le altre cose, 7 litri d’acqua), 14.406 Kg di greggio, 8.893 kg di Co2  non immessi in atmosfera, 7.114,24 euro di smaltimento rifiuti.

E i cittadini? Le famiglie di Colorno, grazie alla scelta della casa dell’acqua, hanno già risparmiato 15.117,76 euro…

Insomma, i cittadini risparmiano, l’ambiente ci guadagna, e nella comunità cresce sostenibilità e buonsenso.

“Siamo molto soddisfatti – sostiene l’assessore all’Ambiente Marco Boschini – il progetto dimostra quanto giusta sia la strada intrapresa già da diversi anni dal nostro comune: raccolta differenziata spinta, progetti per la riduzione alla fonte, nuovi stili di vita e incentivi alle famiglie. Piccole azioni quotidiane e di sistema, che aiutano la nostra comunità virtuosa a ridurre i rifiuti e a vivere meglio!”

La politica ambientale di Colorno

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I comuni iscritti alla rete dei Comuni virtuosi hanno l'obbligo, nei cinque anni della consiliatura, di portare in approvazione al consiglio comunale almeno tre volte una relazione che illustri la politica ambientale del comune socio relativamente alle finalità ed obbiettivi contenuti nel Manifesto dell'Associaizone.

Il Comune di Colorno (PR), socio fondatore della rete, ha recenemente deliberato il proprio documento ambientale rispetto alle cinque linee di azione: gestione del territorio, impronta ecologica, rifiuti, mobilità, nuovi stili di vita.
Pubblichiamo il testo della relazione, dal quale emerge chiaramente l'indirizzo amministrativo del Comune, e la visione di comunità animata dal tentativo di ridurre al minimo l'impatto ambientale delle proprie scelte e azioni.
Un modello e un esempio, da seguire e replicare!

Una discarica nel Parco della Macogna

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Una protesta dal territorio, a cui vogliamo dar voce!

I Comuni di Berlingo, Cazzago San Martino, Rovato, Travagliato (BS) affermano la propria contrarietà alla discarica frutto di una procedura lacunosa, sbagliata, che non tiene conto né delle esigenze locali né del parere negativo dell’Asl, che risponde unicamente a un progetto presentato da una società privata, presso un ambito estrattivo in cui si è verificata una serie infinita di abusi e inadempienze: conferimenti abusivi di rifiuti, escavazioni abusive, mancata realizzazione delle opere ambientali promesse come condizione preliminare all’escavazione (piantumazioni, rotatoria, strada, pista ciclabile). Tutto quanto fatto finora in quelle cave è solo a danno dei Comuni e soprattutto a danno dell’ambiente e  dei cittadini che in questo territorio vivono.

Con il parere favorevole della Regione, supportato da un parere tecnico favorevole della Provincia (che però non ha ancora avuto tempo per rispondere alla richiesta di riconoscimento del PLIS istituito dai quattro Comuni), in una zona che è martoriata e vede contemporaneamente attività estrattive, cantieri BreBeMi, cantieri TAV, cantiere del depuratore consortile, si decide di depositare lì per il futuro anche una montagna di rifiuti. Non importa che i cittadini dei nostri comuni si distinguano per l’impegno e i risultati nella raccolta differenziata: la Regione pensa invece di premiarci con una discarica!

Tra l’altro, la regione Lombardia aveva accolto e verbalizzato la richiesta dei Comuni di convocazione di una nuova conferenza dei servizi a valle della trasmissione del parere provinciale; non l’ha fatto! Che credibilità può avere un’Amministrazione regionale che non rispetta nemmeno quanto scrive nei documenti ufficiali?

È questo il regalo di Pasqua di un’amministrazione regionale ormai a pezzi? Grazie, no. Non lo vogliamo.

Le amministrazioni comunali intraprenderemo ogni azione politica e giudiziaria per tutelare il nostro territorio, i nostri cittadini, la loro salute contro  il progetto di discarica.

I danni nelle cave Macogna sono già tanti. Tre discariche abusive bastano e avanzano!

Decidiamo con i Comuni il futuro del territorio. Chiediamo la modifica della legge regionale cave che fa in modo che ogni cava divenga una discarica e un piano di gestione regionale dei rifiuti che chiarisca quanti rifiuti industriali produciamo e quante discariche si vogliono in Lombardia!

Cosa deve succedere ancora affinché la politica riprenda in mano il governo del territorio e decida del futuro che vivremo?

Giuseppe Foresti (sindaco di Cazzago San Martino), Dante Daniele Buizza (sindaco di Travagliato), Dario Ciapetti (sindaco di Berlingo), Angelo Bergomi (vice sindaco di Rovato)

Democrazia energetica

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Ha riscosso notevole successo il doppio appuntamento con le assemblee pubbliche rivolte ai cittadini dei Comuni di Colorno, Mezzani, Sorbolo, Montechiarugolo, Traversetolo, San Secondo Parmense, svoltesi lo scorso sabato 17 marzo a Monticelli e a Mezzano Inferiore.

Gli incontri sono stati promossi per presentare l’attivazione del primo gruppo di acquisto intercomunale per la diffusione dei pannelli fotovoltaici sui tetti dei cittadini delle comunità coinvolte.

Il progetto prende origine dalla sperimentazione già avviata con successo a partire dal 2010 da una decina di comuni del bellunese, coadiuvati da una cooperativa di cittadini (Arianova) e dalla Ponte Servizi s.r.l., la società pubblica del Comune di Ponte nelle Alpi (BL), ideatore iniziale del progetto.

Il Dott. Mauro Moretto, responsabile del progetto “Pubbliche Energie“, ha illustrato ai circa ottanta cittadini presenti i vantaggi che ogni cittadino residente potrebbe godere aderendo al gruppo di acquisto: in pratica, grazie alle numerose adesioni, tutti i cittadini che entro il prossimo 31 marzo sottoscriveranno il contratto di iscrizione, potranno acquistare pannelli fotovoltaici di qualità, prodotti in Italia, ad un prezzo davvero incredibile: 2.600 euro al Kw, usufruendo altresì agli incentivi del Conto Energia.

In allegato riportiamo tutte le caratteristiche e le specifiche del progetto, con i riferimenti utili per le eventuali ulteriori delucidazioni del caso.

“Siamo davvero molto contenti di come sta andando il progetto – sostiene Marco Boschini, assessore all’Ambiente del Comune di Colorno (PR) – anche perché è un progetto a costo zero per l’amministrazione. In pratica, senza spendere denaro pubblico, consentiamo ai cittadini interessati, di fare una buona azione per l’ambiente e per le proprie tasche, che di questi tempi non è affatto male”.

E’ attivo uno sportello informativo al seguente link: www.pubblichenergie.it

Scarica tutta la documentazione del progetto

Progetto LED

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Giovedì 22 marzo verranno presentati a Basilicanova i risultati del Progetto LED di Montechiarugolo.

Il ritrovo è fissato per le ore 17,30 presso il parcheggio della Casa Comune di Via Falcone.

Verso le ore 18,00 avverrà l'accensione dell'impianto nelle varie vie (con accensione in remoto, diminuzione dell luci, accensione con fotocellule, ecc.).

Alle ore 18.45 i partecipanti si ritroveranno all'interno della Sala Amoretti dove sarà possibile visionare da vicino un prototipo dell'impianto installato in sala.

Interverranno alla presentazione:

  • Luigi Buriola, Sindaco di Montechiarugolo
  • Maurizio Olivieri, Assessore all'Ambiente del Comune di  Montechairugolo
  • Christian Balla della Rebernig Supervision srl
  • Ing. Massimo Rebernig, General Manager della Rebernig Supervision srl

Il progetto LED  condotto a Montechiarugolo costituisce una vera e propria prova sul campo, concordata coi comuni della Pedemontana per preparare i futuri interventi sull'illuminazione Pubblica.

I risultati dell’esperimento sono andati ben oltre le previsioni, giustificando le ambizioni di inizio della 'Centrale da un negawatt' (cioè un kilowatt di risparmio) che il Comune si è dato con questo progetto. Infatti il consumo dei nuovi lampioni, misurato costantemente per tutto il periodo dell'esperimento, si è rivelato di oltre il 65 % più basso rispetto a quello dei lampioni precedenti. La percentuale è salita tarando con precisione la luce al suolo di ogni lampione, ed è arrivata a superare il 75% variando nel corso delle ore notturne l'intensità della luce dei lampione (là dove possibile per norma...).