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Comuni Virtuosi - Mobilità

Se ben che siamo donne

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Ad Avigliana (TO) dieci pannelli che illustrano la storia delle principali fabbriche in cui hanno lavorato le donne del nostro territorio dall’inizio dell’industrializzazione alla loro - quasi completa - chiusura. Testimonianze raccolte in molti libri che ci raccontano storie di fatiche e di conquiste, di sfruttamento e di emancipazione.

150 anni di italiane: storia della partecipazione delle donne alla costruzione dell’Italia unita attraverso 150 anni di lotte e di passione

Una mostra molto particolare per rendere meno rituale e retorico un anniversario importante. La scelta è stata quella di indagare sulla storia quasi sconosciuta delle donne italiane che hanno contribuito in mille modi alla costruzione del nostro paese, alla sua ancora sempre fragile unità. Le donne sono poco presenti nei libri di storia tradizionali, anche perché quelli più diffusi sono stati scritti da storici. Se si vogliono trovare le donne nella STORIA occorre stanarle attraverso il lavoro di eccellenti storiche che hanno scelto altre strade, altri documenti. Eppure appena si affronta questo tema di ricerca le donne ti si impongono e hanno mille storie da raccontare. Si impongono nelle loro individualità e nel loro essere genere, nelle battaglie, sempre nuove e sempre uguali, per uscire dal silenzio. Nelle le battaglie per sé e per tutti.
Figlie di, mogli di, madri di... e a un certo punto solo donne, se stesse. In questa occasione vengono mostrate storie di donne diversissime, ma accomunate da una ricerca appassionata della propria strada nella STORIA dell’Italia e dal desiderio di farne parte attivamente. Anche oggi.

Le due mostre sono state curate da Rita Margaira de La famija ‘d Drubiaj. Inaugurazione giovedì 23 febbraio alle ore 17,00

Saranno presenti:
• Angela Bracco, Assessore alla Cultura del Comune di Avigliana

• Teresa Bonaudo, impiegata e poi disoccupata, che ci racconterà la sua esperienza e le sue riflessioni

• Daniela Molinero e Angeles Aguado Lopez e le studentesse straniere del corso di Italiano per stranieri, che attraverso canti e letture ci faranno rivivere pezzi importanti della storia delle donne al lavoro

• Enrica Cantore, autrice del libro “Storie Tessute: il maglificio F.lli Bosio di S. Ambrogio di Torino

• Susanna Preacco, vicesindaco del Comune di S. Antonino

Info: Biblioteca Primo Levi, tel. 0119769180 (orari: lunedì, mercoledì e giovedì dalle 14 alle 19, martedì e sabato dalle 10 alle 13) o Ufficio Cultura, tel. 0119769117

L'autostrada delle biciclette

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Percorre le autostrade in bicicletta. L’idea potrebbe apparire a molti un’utopia. Ma in Germania ci stavano pensando già da un po’. E ora il sogno potrebbe tradursi in realtà. Il rivoluzionario progetto si chiama, in attesa di trovargli un nome migliore, Radler B-1 ed è allo studio per collegare le città di Dortmund e Duisburg nella regione della Ruhr, da tempo congestionata dal traffico a causa dell’alta densità di abitanti.

NIENTE PIÙ CODE - Il piano di realizzazione prevede una maxi pista ciclabile lunga 60 chilometri e larga 5 metri. Ma non solo. La Radler B-1 sarà del tutto asfaltata in pianura, senza alcuna presenza di pendenze o curve strette, e sprovvista d’incroci. E il suo percorso sarà parallelo all'autostrada classica. «Molti tedeschi hanno già deciso di rinunciare alle automobili per le biciclette», ha affermato il ministro socialdemocratico Harry Voigtsberger. Sono numerosi infatti i lavoratori che hanno iniziato a utilizzare le due ruote per gli spostamenti e saranno ben contenti di evitare le lunghe code sulla A40, rinominata l’Autobahn (autostrada, ndr) delle lumache.

BICIPENDOLARI - A confermare la tendenza, anche le istituzioni locali. «Lungo il percorso tra le due città vivono almeno due milioni di persone, molte delle quali già oggi spesso preferiscono usare la bicicletta anziché l'auto per spostarsi ogni giorno da pendolari», spiega Jens Hapke, dirigente del Regionalverband Ruhr, l’azienda che gestisce i trasporti urbani e regionali della regione. Oltre a risolvere l’emergenza del traffico, «l’autostrada delle bici» ridurrà considerevolmente anche le emissioni di CO2 presenti nell’aria, dando uno smalto nuovo al tratto stradale, in termini di viabilità e ambiente.

Tratto da Corriere.it

L'auto del 2012 è elettrica

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Noi e l’auto, con la domanda delle cento pistole: il 2012 sarà l’anno di quella elettrica? I segnali vanno tutti, o quasi, in questa direzione, anche se la strada per arrivare a un punto di svolta sul mercato, sui consumi e sugli stili di vita, è ancora lunga.

Partiamo dal primo dato: gli italiani usano sempre meno l’automobile , specie nei centri urbani, e come segnala un recente studio del  Censis un cittadino su cinque ha ridotto l’utilizzazione del proprio veicolo. La recessione morde, la benzina e l’assicurazione volano, lo spreco di consumi automobilistici compulsivi ( con relativi danni ambientali)  si riduce. Si aprono così spazi importanti, per la diffusione della city car in versione elettrica.

E qui veniamo al secondo segnale di svolta: i modelli delle case automobilistiche. Nel 2012 sbarcheranno sul mercato auto elettriche, per esempio della Renault (con ricariche delle batterie che potranno arrivare a coprire fino a 250 chilometri di percorso), della Nissan e della Fiat (non in Italia, ma in America attraverso la controllata Chrysler), mentre sono già state messe in circolazione tra Roma e Milano, come esperimento, 140 Smart a emissioni zero.

I prezzi dei modelli in arrivo sono ancora proibitivi, se si considera cha parliamo di cifre tra i 20mila e i 28mila euro: ma è molto probabile, ed ecco un altro fattore determinante per il cambiamento, che gli incentivi per l’auto elettrica si moltiplicheranno.

Già oggi in molti paesi europei, dalla Francia all’Inghilterra, o anche nella Cina locomotiva del mondo, questi incentivi toccano e superano la soglia dei 5mila euro, ed è probabile che anche in Italia, bilanci pubblici permettendo, si arrivi a qualcosa del genere. Esattamente nel 2012, visto che esiste una proposta di legge per introdurre gli incentivi all’acquisto dell’auto elettrica, firmata da 13O parlamentari di tutte le forze politiche.

E visto che il nuovo ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, si è presentato al Senato, in occasione dell’insediamento del governo Monti, appunto con un’auto elettrica. Un gesto non casuale, e un messaggio politico che non è certo marketing per catturare consensi tra gli elettori: è l’indicazione di una linea, possibile e importante per la correzione della mobilità urbana.

Infine i rifornimenti: non siamo all’anno zero con la rete di colonnine (l’Enel ne ha già installate 400), ma per arrivare a qualcosa di compiuto e di solido servono investimenti, accordi a largo raggio per gli impianti, la distribuzione e la tempistica dei consumi, provvedimenti e delibere delle amministrazioni locali: servono cioè quelle azioni che gli economisti chiamano sistemiche.

Ma il 2012, forse, è un anno nel quale in Italia si tornerà a ragionare in termini di sistema Paese, di interessi collettivi e non solo di singole categorie e\o persone. Forse, anzi diciamo meglio: sicuramente, almeno speriamo.

Di Antonio Galdo - Nonsprecare.it

Bici vs auto!

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Uno studio americano riporta all'attenzione l'importanza di utilizzare i mezzi alternativi all'auto, in particolare la bicicletta

Lo  studio americano diretto da Jonathan Paz del Global Health Institute dell'University del Wisconsin- Madison, pubblicato sulla rivista Environmental Healh Perspectives, ha coinvolto 11 maxi aree metropolitane con oltre 30 milioni di residenti interessando gli stati dell'Illinois, Indiana, Michigan, Minnesota, Ohio e Wisconsin.

Lo studio ha messo in evidenza i principali benefici legati all'utlizzo della bicicletta: riduzione delle emissioni in atmosfera con conseguente miglioramento della qualità dell'aria, miglioramento del benessere fissico e risparmio economico. Unica contro-indicazione: troppo spesso le città sono costruite pensando alle automobili e questo rende pericoloso l'uso della bicicletta.

Per visualizzare lo studio "Air Quality and exercise-Related Health Benefits from Reduced car travel in the Midwestern United States"

Fonte: Acquistiverdi.it

L'auto al sale da cucina

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Il Motor Show di Bologna – che si è aperto il 1 dicembre per le presentazioni alla stampa nazionale ed internazionale – è l’occasione per scoprire le novità “green” di FIAMM nel campo della mobilità elettrica con la presentazione di un nuovo concetto di city car a zero emissioni, la Think City equipaggiata con batterie al sodio cloruro di nickel (il comune sale da cucina) FIAMM SoNick.

Think City nasce per “proteggere” l’ambiente garantendo la massima possibilità di riciclaggio grazie all’utilizzo di plastiche ricavate da materiali riciclati ed altri accorgimenti che consentono di aumentare e semplificare i processi di recupero delle varie componenti.

Oggi Fiamm aggiunge un ‘cuore verde’ alla city car con le proprie batterie al sale riciclabili al 100%. Oltre alla riciclabilità, la tecnologia delle batterie per trazione elettrica FIAMM SoNick presenta altri vantaggi in termini ecologici, di risparmio energetico e di efficienza (massima resistenza agli sbalzi termici, alto numero di cicli, nessuna manutenzione, massima sicurezza, una lunga durata e una consistente riduzione dei costi di gestione), tanto che oggi viene ritenuta la soluzione più concreta, affidabile ed efficiente per rispondere alle esigenze di settori dove i tradizionali accumulatori al piombo non risultano adeguati.

Un esempio di questa efficienza è sicuramente Think City che, grazie alle batterie al sale FIAMM SoNick, è in grado di garantire prestazioni di assoluto rilievo con un’autonomia di 160 km, una velocità massima di 110 km/h (autolimitati) oltre che uno spunto da fermo in grado di far raggiungere quota 50 km/h in soli 6.5 secondi. La city car sarà disponibile per test drive durante la manifestazione bolognese fino all’11 dicembre prossimo. L’utilizzo delle batterie al sale nella mobilità con mezzi elettrici è già molto diffuso, ma con potenzialità inespresse.

Attualmente circa il 50% dei veicoli elettrici circolanti in Europa (soprattutto flotte) è alimentato da batterie al sodio cloruri di nickel. A Roma, Bologna e Firenze, oltre che in altre città italiane, a Lione, come a Madrid, Barcellona, Montreal, i mezzi delle società di trasporto pubblico urbano sono alimentati con batterie al sale.