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Il social taxi di Mezzago (MB)

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Si terrà sabato 22 ottobre 2011 alle ore 10.30 presso la Sala Civica della Biblioteca di Mezzago (MB) in via S. Biffi  32 l’inaugurazione del nuovo servizio SOCIAL TAXI.

Accompagnamento per le persone che necessitano di cure oncologiche, di questo si occuperà il Social Taxi di Mezzago.  Un nuovo servizio nato dalla collaborazione tra l’Amministrazione Comunale e l’Associazione Volontari di Mezzago che va incontro ad un’esigenza purtroppo crescente nel territorio della Provincia di Monza e Brianza.

Dai dati raccolti dal Call Center Oncologico dell’Ospedale S. Gerardo, emerge  infatti che il trasporto verso i luoghi di cura è sempre più spesso un problema, e talvolta è causa di ritardi nell’inizio delle terapie o di rinuncia alle cure.

Diversi sono i motivi per cui il trasporto può essere un problema (situazione familiare, condizione lavorativa, etc.) e l’opzione di rivolgersi a enti che privatamente organizzano il trasporto è spesso troppo costosa per il malato.

Da queste considerazioni è iniziata la progettazione di questo nuovo servizio: col sostegno dell’Associazione Volontari di Mezzago è stato costituito  un nuovo gruppo di volontari autisti e accompagnatori che ha seguito un breve corso di formazione organizzato insieme al dott. Cairo, responsabile del Call Center Oncologico del S. Gerardo; si è poi provveduto a lanciare una campagna di raccolta fondi per acquistare un nuovo automezzo, che in breve tempo ha raccolto oltre 20.000 euro  da cittadini, imprese e associazioni.

Il nuovo servizio sarà accessibile rivolgendosi all’Ufficio Servizi Sociali del Comune di Mezzago.

Antonio Colombo, Sindaco di Mezzago – “Il trasporto dei malati oncologici presso il luoghi di cura può diventare un vero problema che finisce  col sommarsi alla patologia del malato. A questo bisogno serve una risposta e le Istituzioni preposte dovrebbero costruire un sistema che garantisca le cure e il diritto alla salute di tutti. Mi auguro che il progetto costruito a Mezzago possa contribuire allo sviluppo di una rete assistenziale più ampia che lavori realmente per il benessere delle persone. E’ inaccettabile che vi siano persone che rinunciano a curarsi perché non possono recarsi presso gli ospedali“.