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Comuni Virtuosi - Rifiuti

Ora si fa sul serio: porta la sporta!

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Di Elena Donà - Eco dalle città

La Settimana Nazionale di Porta la Sporta (14-22 aprile 2012)è arrivata alla terza edizione, e questo è il momento delle adesioni. Con Silvia Ricci, promotrice della campagna, parliamo dei colossi della GDO, fra i quali qualcosa comincia a muoversi e del perché si fa tanta fatica a dire chiaro e forte che un mondo usa e getta non ce lo possiamo più permettere

Siamo arrivati alla terza edizione della campagna Porta la Sporta. A che punto sono i preparativi?

Con questa edizione l'evento, ma anche la campagna, entra nel vivo di quelle che sono le ulteriori azioni necessarie per prevenire e ridurre altri rifiuti come contenitori, imballaggi e articoli usa e getta. Portare la sporta è solamente il primo passo di un percorso di ripensamento del nostro modello di consumo, e per farlo bisogna riuscire a coinvolgere tutti gli attori coinvolti: i cittadini prima di tutto, perché nel momento in cui diventano consapevoli acquisiscono il potere di condizionare l'offerta dei supermercati e dei negozi. Anche la Grande Distribuzione comincia, seppur lentamente, a rendersene conto: il consumatore eco consapevole è un opinion leader, è critico, e cerca di non subire passivamente ciò che gli viene proposto. Si informa, confronta, ragiona, e se si trova davanti a un prodotto che non soddisfa almeno i criteri ecologici di base non lo sceglie e va altrove. E’ vero che il rischio di limitarsi alla solita pennellata di verde c’è, ma qualcosa si sta muovendo. (Vedi il caso Walmart, negli Stati Uniti) e soprattutto i supermercati cominciano a capire l’importanza della comunicazione costante: non basta impegnarsi con un bel gesto per una settimana se si vuole fidelizzare il cliente. E poi ci sono gli enti locali: comuni, province e regioni possono giocare un ruolo molto importante, a patto che si guardino intorno e si aprano alla collaborazione con enti esterni: devono inserirsi in una rete attiva con associazioni e grande distribuzione, altrimenti tutto si riduce a iniziative spot che poi non trovano finanziamenti per un’azione duratura. Ci vuole dialogo e capacità di interagire e collaborare: a maggior ragione in tempi di tagli.

A differenza di altre campagne locali o nazionali che in genere hanno un unico ente promotore Porta la sporta coinvolge anche altre associazioni nazionali, sia in occasione dell'evento che nelle iniziative durante l'anno. Si crea insomma un meccanismo di sistema. Ci spieghi il perché di questa strategia e le difficoltà che si incontrano?

Fare sistema rappresenta l’unica strategia valida, date l'urgenza e la vastità della sfida: le questioni ambientali non possono essere che prioritarie: viviamo in un ambiente degradato oltre ogni limite di sicurezza. Comincia ad essere chiaro, anche se ancora non trova espressione nelle decisioni dei governi nazionali ed internazionali, che non c'è futuro per l'economia senza ambiente. Ma questo messaggio arriva a malapena e distorto ai cittadini ai quali la pressione sull'ambiente viene presentata come un prezzo inevitabile da pagare per avere lavoro. Finché non verrà presentato loro un piano di economia ecologica alternativo al modello esistente, continueranno ad essere diffidenti. Il meccanismo di sistema è necessario per garantire l'efficacia e l'attuabilità delle proposte di consumo a basso impatto, ma anche la serietà. Che senso ha per un ente locale promuove decaloghi delle buone pratiche se poi queste modalità di acquisto non sono presenti a livello capillare e a portata di ogni cittadino, o se non vengono promosse ed evidenziate con una comunicazione adeguata? In occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, che è l'iniziativa più affine al progetto di Porta la Sporta, abbiamo inviato una lettera aperta alla GDO in cui abbiamo elencato 7 azioni facilmente realizzabili per mettere in condizione i loro clienti di fare scelte a minore impatto ambientale senza impazzire. (Leggi su Porta la Sporta la sezione Cosa può fare la GDO). C’è poi un’altra ragione: le sinergie e il lavoro di squadra consentono di risparmiare tempo, denaro, forza lavoro e di produrre - con la partecipazione di più elementi - contributi di maggiore qualità. Il messaggio risulta più efficace e potente quando viene percepito come un'unica voce che arriva ai cittadini in momenti diversi del loro quotidiano e da più emittenti. La coerenza e la continuità dei messaggi a beneficio dell'ambiente sono elementi che mancano da sempre nel nostro Paese, e con il declino dell'educazione civica i risultati sono sotto gli occhi di tutti: discariche a cielo aperto ovunque.

Per ora Porta la Sporta ha coinvolto associazioni, commercianti, GDO, ed enti locali. Ma ci sono altri soggetti importanti da attirare che vorresti coinvolgere e che ancora non rispondono?

Sì: le fiere. Sono luoghi di passaggio che attirano moltissimi visitatori, che arrivano per curiosare e ricevere stimoli e suggerimenti, e sono quindi ben disposti a ricevere messaggi comunicativi. Oltretutto vengono sommersi da gadget, pieghevoli, sacchi e sacchettini: perché non cogliere l’occasione per sensibilizzarli con una sporta consegnata all’inizio in cui riporre tutto ciò che acquisteranno o che riceveranno in omaggio, escludendo quindi il proliferare di imballaggi inutili? C’è una fiera in particolare che per la sua natura e la città che la ospita si presterebbe a lanciare questo messaggio ecologista: la Fiera del Libro di Torino: non è questo il primo comune d’Italia ad aver bandito i sacchetti di plastica, prima ancora del decreto ministeriale? Purtroppo per ora non se ne è fatto nulla, ed è un peccato: una bella occasione che andrebbe colta.

Hai parlato tu del bando, a questo punto ti chiedo un commento sul decreto ministeriale appena finito in Gazzetta: in particolare sullo spessore - 100 e 200 micron a seconda dell’uso finale - imposto ai sacchetti di plastica affinché si trasformino in borse riutilizzabili. Ti sembra una soluzione efficace ai fini della riduzione dell'usa e getta?

No e tanto più se poi non si agisce disincentivando economicamente tutte le tipologie di sacchetto monouso e non si promuove - in quel meccanismo di sistema a cui stiamo lavorando- l'utilizzo della sporta anche nel settore non alimentare. Anche in occasione dell'evento stiamo proponendo alle catene del retail librario, della cosmetica e di altri settori di aziende con la collaborazione di Federdistribuzione, di incentivare i clienti che non prendono il monouso. Mi risulta che ci sia una catena della cosmetica: Yves Rocher che da tempo non distribuisce sacchetti monouso ma metta a disposizione una borsa riutilizzabile a un piccolo prezzo. Tornando al sacchetto di plastica, nutro forti dubbi che lo spessore di 100 o 200 micron basti a rimuovere l'associazione mentale ormai consolidata del “shopper a canottiera = usa e getta”. Quando andrà bene si aggiungerà ad altri sacchetti che si tengono nei cassetti o verrà usato per le scarpe da ginnastica in palestra o alla fine per la spazzatura. Il Ministero dell’Ambiente ha lavorato per promuovere il compostabile, ma molto meno per ridurre l’uso degli usa e getta. Molto probabilmente si ha paura di spaventare i cittadini con l’equazione “Meno sacchetti – di qualunque tipo – meno posti di lavoro”. Una borsa riutilizzabile potenzialmente toglie la necessità di centinaia e centinaia di sacchetti… e c'è poco coraggio nel promuovere davvero il cambiamento.


Lo “spauracchio del sacco nero” è reale? C’è chi parla di aumenti nelle vendite di sacchi per la spazzatura addirittura decuplicate, ma facciamo fatica a trovare conferme. Tanto rumore per nulla, o davvero la plastica scacciata dalla porta come shopper ci rientra dalla finestra a forma di sacco per il secco?


Intanto c’è da dire che il saccone nero dovrebbe venire usato solo a livello condominiale, o nelle mense, non quotidianamente nelle case dei privati, a meno che le famiglie non si diano al turismo dei rifiuti, come avviene quando parte la raccolta porta a porta in un quartiere o comune. Le famiglie in genere usano i sacchetti a rotolo di cui non servirà mai una quantità pari al numero di shopper che si accumulavamo in casa ogni giorno. Ma poi, una volta ancora, conta il sistema: il bando dei sacchetti ha senso in una logica di riduzione complessiva dei rifiuti da imballaggio, accanto alla raccolta differenziata spinta e, quando possibile, alla scelta di prodotti sfusi: se cominciamo davvero a preoccuparci di queste cose, il sacco nero non sarà più un problema. Questo è il messaggio che la nuova sezione dedicata alle azioni e campagne di prevenzione che possono essere realizzate in un comune vuole promuovere su tutto il territorio.


Mettiti in contatto con Porta la Sporta per aderire alla campagna!

Il nuovo porta a porta di Monte San Pietro

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Con l'avvio dell'anno 2012 il servizio di raccolta dei rifiuti Porta A Porta del Comune di Monte San Pietro (BO) prevede alcune modifiche, per calibrarlo alle effettive esigenze del nostro territorio e razionalizzarne il costo complessivo.

A seguito di una verifica svolta nel corso del 2011, è emerso che per alcune tipologie di rifiuti le esposizioni effettive sono inferiori rispetto al servizio di raccolta programmato. In particolare:

1) Le zone fuori dai centri abitati, espongono mediamente poco organico (circa il 23%, vale a dire circa 23 prese ogni 100).

2) I quantitativi di plastica raccolta nel nostro Comune sono, in proporzione, gli stessi di Sasso Marconi, che ha però la raccolta ogni 15 giorni, come del resto avviene anche a Monteveglio, Crespellano e Bazzano. A Monte San Pietro le esposizioni settimanali risultano inferiori al 30% (vale a dire meno di 30 prese ogni 100).

3) Inoltre, fino a oggi il costo complessivo della raccolta del verde era ripartito su tutte le utenze. Di fatto anche chi di verde non ne conferiva per nulla aveva comunque una quota prevista nella propria fattura. Dal 2012 questo costo sarà sostenuto soltanto da chi effettivamente utilizza il servizio e in proporzione al quantitativo di rifiuti prodotti.  Dal 2012 verrà attivata la tariffa puntuale del verde (vedi sotto).

MODIFICHE AL SERVIZIO RACCOLTA RIFIUTI

RACCOLTA ORGANICO
Nelle aree fuori dai centri abitati, il ritiro dell'organico verrà effettuato nella giornata di lunedì.
Le famiglie che hanno ricevuto la lettera che riguardante il ritiro settimanale dell'organico possono  ritirare in Stazione Ecologica una pattumella da 30 lt..
Il ritiro della pattumella da 30 lt. è riservato esclusivamente a chi non effettua il compostaggio domestico, in quanto le famiglie compostatrici hanno già ottenuto a suo tempo la compostiera in comodato gratuito per autogestire i propri rifiuti organici, ed hanno una riduzione della tariffa di igiene ambientale.
La pattumella da 10 lt. non deve essere restituita ma può essere utilizzata all'interno dell'abitazione; i sacchetti chiusi, devono essere riposti nella pattumella da 30 lt. da esporre la domenica sera per la raccolta del lunedì mattina.
La cenere che non è possibile riciclare all'interno del proprio giardino, può essere conferita assieme all'organico nella pattumella da 30 lt..
Nel caso in cui un Compostatore non riesca a riciclare tutta la cenere prodotta può richiedere una pattumella al Servizio Ambiente del Comune, (vedi modello di richiesta negli allegati).
RACCOLTA PLASTICA

La plastica verrà raccolta ogni 7 gg. nel periodo ESTIVO (nei mesi da Maggio a Ottobre compresi), mentre nel periodo INVERNALE verrà raccolta ogni 15 gg.
(nei mesi da Novembre ad Aprile compresi). Si ricorda che la plastica se schiacciata occupa molto meno spazio!

TARIFFA PUNTUALE DEL VERDE:

per conferire gli sfalci del giardino andrà utilizzato un sacco prepagato di colore verde. I sacchi verdi dunque sostituiranno i sacchi arancioni, che non verranno più ritirati. Le potature potranno sempre essere esposte legate in fascine per un numero massimo di 5 per volta, come già avviene oggi.

I nuovi sacchi per il verde saranno disponibili presso il centralino del Comune e in Stazione Ecologica.

Il servizio di raccolta sarà dunque pagato attraverso l'acquisto dei sacchi verdi (2 euro per un rotolo di 10 sacchi) e verrà addebitato in fattura sotto una
voce specifica. Sarà necessario presentarsi con la fattura di igiene ambientale con il codice a barre, così come già avviene per il ritiro degli altri sacchi. E'
sempre possibile conferire in Stazione Ecologica il proprio verde senza utilizzare il sacco prepagato.

Dal 2012 il servizio di raccolta di questa tipologia di rifiuto non sarà attivo nei mesi di gennaio, febbraio e dicembre, sarà quindicinale nei mesi di luglio e
di agosto, mentre resterà settimanale per tutti i restanti mesi dell'anno.

Contestualmente verrà consegnato l'opuscolo “Buone pratiche per Il giardino sostenibile” (file adobe pdf, 2970 kb), che contiene diversi suggerimenti utili a ridurre il quantitativo di scarti vegetali del proprio giardino.

RACCOLTA OLI VEGETALI (campane gialle)

L'olio vegetale che usiamo in cucina non va buttato nello scarico: è altamente inquinante e può danneggiare il sistema di depurazione del proprio
impianto. Nelle campane gialle collocate nelle 5 frazioni può essere conferito solo olio vegetale per alimenti. Invece l'olio minerale (ad es. quello per automezzi) è un rifiuto speciale e va portato in Stazione Ecologica. Ubicazione campane: A San Martino e al Loghetto, vicino al Centro Civico, a Monte San Giovanni nell'isola ecologica di Via Marche, a Monte Pastore in Via Varsellane vicino alla Chiesa, a Calderino in Via Gullini nel parcheggio della Coop, o ancora direttamente alla Stazione Ecologica di Calderino.

RACCOLTA DOMICILIARE DEI RIFIUTI PSEUDO EDILI

Per piccoli quantitativi di lana di vetro, lana di roccia, carta catramata, guaina bituminosa,vetroresina e cartongesso, ESCLUSO AMIANTO) verranno gratuitamente raccolti ogni mese su prenotazione al Servizio Clienti Hera 800.999.500.

ACCESSO VELOCE IN STAZIONE ECOLOGICA

L'utente che conferisce in Stazione Ecologica rifiuti trasportabili a mano, non ha la necessità di entrare e pesare l'auto. Può utilizzare,  la pesa piccola posizionata sulla sinistra dello sportello di accettazione. Gli operatori sono a disposizione per dare le indicazioni necessarie. Si ricorda che i conferimenti in Stazione Ecologica sono sempre GRATUITI.

Scarica tutta la documentazione qui

Gli osservatori dei rifiuti

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Sarà Capannori ad ospitare il primo incontro nazionale degli ‘Osservatori Rifiuti Zero’ sabato 4 febbraio nell’auditorium di piazza Aldo Moro.

Un appuntamento significativo, perché per la prima volta tutti questi importanti organismi che rappresentano non solo le istanze degli amministratori ma anche quelle dei ‘soggetti dal basso’, ovvero movimenti e società civile, sederanno intorno allo stesso tavolo per fare il punto sui risultati sinora raggiunti.

Il bilancio degli Osservatori Rifiuti Zero -  sarà presente anche quello di Napoli - si focalizzerà in particolare sui risultati raggiunti in merito alla Tariffa Puntuale che a Capannori è stata introdotta lo scorso 2 gennaio in via sperimentale in alcune frazioni e sarà estesa a tutto il territorio comunale entro il 2012.

Ad aprire la giornata alle ore 9 sarà il sindaco, Giorgio Del Ghingaro cui spetterà l’intervento introduttivo dell’iniziativa.  Seguiranno gli interventi di molti partecipanti  tra cui il professor Paul Connett presidente di numerosi osservatori Rifiuti Zero, Joan Marc Simon di Zero Waste Europe, Enzo Favoino membro di vari Osservatori, Roberto Cavallo anch’egli presente in vari osservatori Concetta Mattia di Anpas Nazionale, Patrizia Lo Sciuto, Zero Waste Italy, Franco Matrone dei Comitati Vesuviani, Agostino di Ciaula di Cittadinanzattiva della Puglia,  Massimo Piras di Zero Waste Lazio e Riccardo Pensa della fondazione Volontariato e Partecipazione.

A coordinare la giornata saranno l’assessore all’ambiente, Alessio Ciacci e Rossano Ercolini della Rete Italiana Rifiuti Zero.

“L’appuntamento del 4 febbraio riveste molta importanza – dichiara l’assessore all’ambiente, Alessio Ciacci - perché è il primo incontro degli osservatori italiani rifiuti zero  dopo l’incontro internazionale dello scorso 9 ottobre svoltosi a Capannori, che di fatto ha sancito l’avvio di un percorso di coordinamento operativo nazionale dei Comuni Rifiuti Zero e dei vari soggetti e progetti che fanno parte di questo importante percorso. Sarà infatti l’occasione per tracciare il bilancio delle attività svolte finora e per gettare le basi per quelle future. L’obiettivo rifiuti Zero al 2020, a cui per primo il Comune di Capannori ha aderito a livello nazionale, ma che ormai conta oltre 70 adesioni si fa sempre più vicino: anche nel 2011 si è infatti riscontrato un’ulteriore riduzione dei rifiuti prodotti a Capannori ed una riduzione dei rifiuti a smaltimento passati nel 2011 a 5.400 tonnellate mentre erano 11.500 nel 2008 e 19300 nel 2004”.

L’incontro nazionale sarà preceduto dalla riunione aperta del team operativo del Centro di Ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori in programma venerdì 3 febbraio alle 17 nella sala riunioni e dalla presentazione del libre “Meno 100 chili-ricette per la dieta della nostra pattumiera’ di Roberto Cavallo (Edizioni Ambiente) che sarà presentato alle ore 21.00 all’Auditorium di piazza Moro alla presenza dell’autore.

Le due giornate sono promosse dal Comune in collaborazione con Osservatorio Rifiuti Zero, progetto Active, Ascit, Ambiente e Futuro, Rete Nazionale Rifiuti Zero, Zero Waste Italy e Zero Waste Europe.

Per informazioni e iscrizioni  HYPERLINK mailto:rifiutizero@comune.capannori.lu.it rifiutizero@comune.capannori.lu.it ; www comune.capannori.lu.it.

Settimana nazionale "Porta la sporta" 2012

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Il comitato promotore costituito dall'Associazione dei Comuni Virtuosi, dal WWF, da Italia Nostra, dal Touring Club Italiano e da Adiconsum, con il Patrocinio del Ministero dell'Ambiente, lancia la terza edizione della settimana nazionalePorta la Sporta” .

Scopo di questo evento annuale è portare ad  un pubblico sempre più vasto i temi e il progetto di Porta la Sporta che dal marzo del 2009 si è assunto il compito di far crescere nell'opinione pubblica una maggiore consapevolezza ambientale. Attraverso un'informazione mirata su quali siano le conseguenze dei nostri stili di vita e di consumo sullo stato attuale del pianeta e la proposta di alternative di consumo più sostenibili si è cercato di accelerare un cambiamento non più rimandabile. Ciascuno di noi deve essere consapevole che in ogni gesto quotidiano è possibile fare molto per diminuire la pressione sulle risorse naturali e senza  provare alcun fastidio o fatica, anzi, traendone persino soddisfazione! Perché allora non passare dalle intenzioni ai fatti e trasmettere il messaggio?

L'evento “Porta la Sporta” si propone di coinvolgere durante la settimana quanti più soggetti possibili a partecipare con iniziative che abbiano come obiettivo la prevenzione e la riduzione degli imballaggi e di altri articoli usa e getta che fanno crescere la nostra pattumiera aggravando il consumo di risorse. A scelta, i partecipanti alla settimana potranno promuovere nella loro comunità azioni come l'adozione della sporta così come di altre soluzioni che eliminino o sostituiscano il monouso con soluzioni riutilizzabili o prodotti adatti all'uso multiplo. Vengono qui in aiuto le specifiche iniziative all'interno della campagna come Meno plastica  per tutti, Mettila in rete e Sfida all'ultima sporta per scuole e negozi.

L'invito a partecipare è rivolto a ogni tipologia di azienda e impresa, al settore del retail  (alimentare e non), associazioni e organizzazioni no profit, istituti scolastici di ogni grado, enti e istituzioni nazionali e locali e, ovviamente, cittadini tutti.

Tra i 19 gruppi della Grande Distribuzione Organizzata che hanno partecipato alla scorsa edizione hanno già dato la loro adesione preventiva: Auchan, Coop Liguria, Coop Lombardia, Coop Piemonte (Novacoop), Gabrielli con le insegne Maxi Tigre e Oasi, Simply Sma e Unes Supermercati.

Ulteriori dettagli sull'iniziativa e sulle modalità di adesione si trovano sull'homepage del sito di porta la sporta  http://www.portalasporta.it/index.htm 

Perché non possiamo più sprecare ma imparare a vivere nei limiti del nostro unico pianeta

Consumiamo troppo e da troppo tempo preleviamo in maniera eccessiva e incontrollata ogni genere di risorse restituendo scarti solidi, liquidi e gassosi in quantità tali da non poter più essere metabolizzate dai sistemi naturali. Anche quando utilizziamo risorse rinnovabili, come le foreste, i prodotti agricoli o i pesci degli oceani dobbiamo renderci conto che tali risorse sono rinnovabili solo a patto che le preleviamo in una percentuale che sia rispettosa dei loro tempi di rigenerazione.

Sarà impossibile uscire dall'attuale crisi economica ed ambientale se non riusciremo a vivere nei limiti ecologici dell'unico pianeta che abbiamo a disposizione. Ma possiamo trasformare questa crisi in un'incredibile opportunità di miglioramento se saremo capaci di uscire dagli schemi attuali rispondendo con grande capacità di adattamento, con nuovi progetti economici e sociali, con nuovi comportamenti consapevoli capaci di dare una possibilità di futuro sulla terra anche alle prossime generazioni.

Anche l'amara constatazione sulla lentezza delle risposte dei governi rispetto alla velocità dei cambiamenti climatici e del degrado ambientale ci deve spingere a metterci in gioco tutti, individualmente, come decisori politici, aziendali, cittadini. E' vero che i cambiamenti reali si consolidano quando, con l'appoggio di legislazioni illuminate, sforzi e impegni dall’alto e dal basso convergono verso obiettivi condivisi, ma è anche vero che la consapevolezza e la maturità ambientale dei cittadini è un presupposto imprescindibile per spingere anche la politica di alto livello a fare le scelte giuste nei consessi internazionali così come a livello nazionale.

Un appuntamento internazionale per la sostenibilità

Parlando di sostenibilità in questo 2012 è impossibile non menzionare un importantissimo appuntamento internazionale: Rio+20, una nuova grande Conferenza delle Nazioni Unite che torna a Rio de Janeiro venti anni dopo la Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente e lo sviluppo nel giugno del 1992 nota come Earth Summit.

Tra gli obiettivi: assicurare un impegno politico per uno sviluppo sostenibile, che comporti l'attuazione degli impegni già presi, finora non ottemperati, e che affronti le nuove emergenze  di un pianeta che nel  2011 ha raggiunto i 7 miliardi di abitanti. E che secondo le Nazioni Unite potrebbe contarne più di 9 miliardi nel 2050. E' forte la speranza nella comunità scientifica internazionale che la Conferenza di Rio possa costituire un vero punto di svolta verso una nuova economia che metta al centro lo straordinario capitale naturale che costituisce la precondizione per qualsiasi tipo di sviluppo sociale ed economico dell'umanità.

Silvia Ricci - Responsabile nazionale della campagna "Porta la sporta!"

Immondizia zero, domenica a Presa Diretta

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Roma come Napoli?  La Capitale sarà sommersa dai rifiuti?

Stiamo accumulando uno scandaloso ritardo perché comune e regione non decidono. 

Intanto la discarica di Malagrotta, già nel mirino della Commissione Europea, resta aperta e si rischiano  multe salatissime.

Le montagne di immondizia non differenziata continuano a crescere: sono un pericolo per la salute del territorio e dei cittadini. 

  E non si riesce a riciclare. La differenziata e’ ferma al 24%.  E  quel poco che si differenzia finisce in altre regioni, oppure viene di nuovo sversato con tutto il resto.   E l’unica soluzione che i politici hanno trovato sono nuove discariche.  Riano e la zona attorno a Villa Adriana a Tivoli sono state individuate come nuove pattumiere della capitale.

Un reportage di Riccardo Iacona a San Francisco dimostra invece come con la  determinazione dei politici il problema può essere risolto e la spazzatura può addirittura diventare risorsa: sono arrivati al 78% di rifiuti differenziati con l’ambizione di arrivare nel 2020 al 100%.

Immondiziazero”  e’ un racconto di Riccardo Iacona e Alessandro Macina. Domenica 22 gennaio, 21.30 RAI 3