
Intervista raccolta da Tommaso del Lungo - Redazione "Forum PA"
In Italia esistono comuni virtuosi che hanno vinto la sfida dell’innalzamento dei livelli dei servizi pubblici, coniugandola con l’attenzione all’ambiente, la sostenibilità economica, la partecipazione della cittadinanza e la trasparenza. Alcune norme attualmente in discussione rischiano, però, di smantellare letteralmente gli strumenti di cui queste amministrazioni comunali si sono dotate e l’Associazione dei Comuni virtuosi grida allo scandalo.
«Da anni tutti parlano di federalismo, ma se analizziamo le politiche pubbliche degli ultimi venti anni portate avanti sia dal centro-destra che dal centro-sinistra ci si rende conto che sono andate nella direzione opposta, togliendo autonoma e risorse ai territori».
A parlare è Marco Boschini, coordinatore dell’associazione dei Comuni virtuosi, preoccupato perché il Decreto Ronchi prevede per la fine del 2011 il passaggio ad una gestione privata (o quasi) dei servizi pubblici locali.?«Negli ultimi 15 anni - continua Boschini - attraverso passaggi diversificati, tutte le funzioni principali delle amministrazioni pubbliche sono state spinte verso una privatizzazione di fatto. Il Decreto Ronchi si inserisce in questa strada, facendo propria la semplicistica visione che “pubblico” equivalga a “inefficiente o corrotto” e “privato” equivalga a “sano”.»
Lo schema di Regolamento di attuazione dell’art. 23bis del D.L. 112/2008 (convertito in legge 133/2008) e il Decreto Legge n. 78/2010, in fase di conversione, prevedono con scadenze ravvicinate, 31 dicembre 2010 e 31 dicembre 2011, il progressivo passaggio della gestione dei servizi pubblici locali dal pubblico al privato, attraverso messa in liquidazione, cessione di partecipazioni e apertura a soci privati come soci di maggioranza.
«Una sorta di tritacarne – commenta Boschini – che non distingue tra efficienti e inefficienti, tra aziende pubbliche sane e società create ad hoc per ammortizzare i debiti delle amministrazioni.» In questo modo l’Italia delle buone prassi, dell’efficienza, delle competenze, dei servizi di qualità, delle gestioni finanziarie oculate e trasparenti viene accomunata ai carrozzoni pubblici che generano disservizi, assistenzialismo, sprechi e bilanci fuori controllo.
Per dare un’idea di quello che sarà lo scenario tra qualche mese l’associazione Comuni virtuosi porta un esempio, abbastanza illuminante. Ponte delle Alpi (BL), vincitore del premio Comuni Ricicloni 2010 ha raggiunto, nella gestione dei servizi pubblici, performance nettamente superiori alla media nazionale: 85% di raccolta differenziata, riduzione dei rifiuti e riduzione della tariffa domestica sui rifiuti. Invece di essere premiato per questa gestione virtuosa, il Comune sarà costretto sciogliere la Ponte Servizi srl, la società al 100% pubblica che è riuscita ad ottenere questi risultati, e ad affidare il servizio di raccolta dei rifiuti ad un soggetto privato sceltro tramite gara.
«Da tempo – continua Boschini - si assiste alla miopia dello Stato nei confronti degli esempi più virtuosi come Camigliano, ma fino ad oggi non si era mai impedito alle amministrazioni o ai consorzi di comuni gestire i servizi pubblici, cosa che invece succederà a Ponte delle Alpi. Non si può fare di ogni erba un fascio e bisognerebbe avere la capacità, la pazienza e la coerenza di andare a verificare situazione per situazione gli elementi di virtuosità o le inefficienze, premiando i primi e punendo le seconde.»
Ma come andare a verificare caso per caso gli oltre 8.000 comuni italiani? L’associazione Comuni virtuosi lancia una proposta: valorizzare i livelli istituzionali intermedi, come le Province, delegando loro l’onere di verificare i livelli di servizio e i costi di gestione. In questo modo si darebbe vita, con poco sforzo, ad un’azione di trasparenza e di rispetto nei confronti della cittadinanza, oltre che di aumento dell’efficienza per la macchina amministrativa pubblica..
Insomma al tritacarne generalizzato e centralista si contrappone la logica del discrimine e dell’autonomia degli enti locali, ma non è solo questo il punto. La direttiva europea a cui fa riferimento il Decreto Ronchi, infatti, segnala l’introduzione delle logiche di mercato nella gestione dei servizi pubblici come rimedio al monopolio pubblico, senza tenere adeguatamente in considerazione la situazione del nostro Paese. In Italia, infatti, esistono già esempi di gestione privata dei servizi pubblici in cui, a volte, il monopolio ha trovato altre strade per imporsi, in maniera decisamente poco trasparente.
«Vogliamo invitare tutti i responsabili di governo e l’intero Parlamento – chiude Boschini - ad abbandonare l’approccio ideologico e precostituito e scegliere di esaminare pragmaticamente le questioni nel merito, salvaguardando le buone amministrazioni, le gestioni efficienti ed efficaci, le aziende che oggi sono l’orgoglio e l’esempio dell’Italia e dei nostri territori.»
ATTENZIONE! 
Viste le numerose richieste di proroga pervenute nelle ultime ore, la Segreteria organizzativa del Premio Comuni a 5 stelle rende noto che il nuovo termine per la presentazione delle candidature è fissato improrogabilmente per sabato 17 luglio alle ore 15.00.
Altre due settimane piene dunque per quegli enti locali che intendano presentare le proprie esperienze virtuose in campo ambientale nelle cinque categorie del Premio:gestione del territorio, impronta ecologica, rifiuti, mobilità, nuovi stili di vita.
La cerimonia di Premiazione rimane invece fissata per sabato 4 settembre presso il Municipio del Comune di Bisignano (CS).


