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Home Gestione del territorio Castagneto Po (TO) e la diga al consumo di suolo
Castagneto Po (TO) e la diga al consumo di suolo PDF Stampa E-mail

La Legge Regionale n. 20 del Piemonte è l’applicazione del “Piano Casa” annunciato nel marzo di quest’anno dal Governo con l’intenzione di consentire ampliamenti di volumi tra il 20 ed il 35% di tutte le tipologie di costruzioni, allentando i vincoli ed i controlli sulle attività di costruzione, derogando agli strumenti di pianificazione dell’uso del territorio.

“Anche se la legge regionale del Piemonte contiene alcuni elementi positivi che valuteremo con attenzione, la nostra prima reazione alla legge (emanata il 14 luglio) è stata  la volontà di respingere l’idea alla base dell’accordo tra Stato e Regioni del 1° aprile scorso: ovvero che la gestione del territorio e del paesaggio debbano essere consegnati alla volontà individuale e siano valutati quasi come un “fatto privato” tra cittadino e costruttore, invece di essere considerati un bene comune  da difendere e valorizzare”, afferma Marco Zanette, capogruppo consiliare di Insieme per Castagneto.

Castagneto Po è un piccolo comune collinare (473 m di altitudine), in cui il territorio ed il paesaggio sono beni fondamentali della comunità e, per loro stessa natura, particolarmente fragili e complessi. Gli strumenti urbanistici esistenti, già oggi, spesso non riescono ad impedire interventi irrazionali: dare il via libera alla cementificazione fai-da-te sarebbe stato un atto di irresponsabilità amministrativa, e siamo contenti che questa tesi sia stata condivisa da tutti i consiglieri comunali”, continua Marco Zanette.

La legge regionale del Piemonte, come quella di molte altre regioni, prevede per i comuni la possibilità di non applicare – in modo parziale o totale – le norme che riguardano ampliamenti e demolizioni/ricostruzioni degli edifici residenziali, deliberando in tal senso in Consiglio Comunale entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, e di definire parametri qualitativi e quantitativi per definire meglio i limiti alle deroghe nell’applicazione degli strumenti urbanistici.

“Abbiamo deciso di non applicare i due articoli sui quali la legge regionale concede poteri limitativi ai comuni”, dice Marco Zanette, “e di affidare ai professionisti presenti nelle commissioni edilizia e paesaggio il compito di stabilire parametri che permettano di applicare la legge,  rispettando sia il diritto del cittadino che la specificità del nostro territorio: sarà comunque il consiglio comunale, alla fine, a decidere se applicare gli articoli sulla base della proposta dei professionisti o se continuare a usare gli strumenti urbanistici attualmente in vigore”.

Ricordiamo che ogni comune piemontese ha tempo fino al 29 settembre (in Emilia Romagna il termine è il 21 settembre, in molte altre Regioni la scadenza è simile) per adottare una delibera consiliare relativa alla non applicazione delle deroghe previste dalla legge per ampliamenti e demolizioni/ricostruzioni degli edifici residenziali.

In allegato, l’intervento di Marco Zanette in consiglio comunale e il testo della deliberazione consiliare approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale nella seduta dell’8 settembre.

 La delibera di consiglio

 Il sito del Comune di Castagneto Po (TO)

 
 
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