Sat04022012

Last update09:27:39 AM GMT

Back Pubblicazioni

Comuni Virtuosi - Pubblicazioni

La mia scuola a impatto zero

Idee e spunti da ogni parte d’Italia per rendere ogni istituto scolastico davvero ecosostenibile e in grado di durare nel tempo senza gravare sul pianeta.

Progetti di buon senso che aspettano solo di essere adottati: per risparmiare energia, ridurre la produzione di rifiuti, attivare iniziative di mobilità sostenibile, favorire consumi sobri e a basso impatto ambientale; a cominciare dalla scuola dei propri figli.

La scuola non è un semplice edificio circoscritto da quattro mura e un tetto, uno spazio dove si fa e si insegna cultura.

È una casa, la casa degli studenti, in cui imparare non solo nozioni e operazioni, ma anche ad adottare uno stile di vita che elimini gli sprechi e l’inquinamento nella vita di tutti i giorni.

Può quindi una scuola ridurre la propria impronta ecologica e contribuire così a garantire un futuro sostenibile ai suoi giovani inquilini? È possibile avviare sperimentazioni concrete, efficaci e di sicuro successo coinvolgendo, in un colpo solo, insegnanti, genitori, alunni, amministratori locali, cittadini?

L’autore, forte della sua esperienza come coordinatore dell’Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi, risponde a queste domande e presenta dieci esperienze, già realizzate con successo in tutta Italia, che riducono l’impatto ambientale e consentono il risparmio di energia e denaro: dalla mensa sostenibile alla riduzione del fabbisogno energetico; dalla raccolta differenziata e dal riciclo consapevole alla produzione di energia pulita; dalla valorizzazione dell’acqua del rubinetto al «piedibus»!

Dal 15 febbraio, in tutte le librerie d’Italia, "La mia scuola a impatto zero", per le Edizioni Sonda.

Le conseguenze del cemento

Nemmeno chi cerca casa, la trova. “Difficoltà d’incontro tra domanda e offerta”, spiega Fabiana Megliola, responsabile dell’ufficio studi di Tecnocasa, rete di franchising immobiliare.

E traduce: “C’è più offerta, più scelta. I potenziali acquirenti girano, girano. E i tempi di vendita si dilatano”. La Ducale spa è il braccio immobiliare di Tecnocasa. Costruisce, dal 1999. Gaetano Mirabile è un consulente commerciale della società. Il suo ufficio è a Paullo, quindici chilometri da Milano, a fianco del cantiere di “Habitaria”, un edificio in classe A, la cui costruzione è iniziata nell’autunno del 2010.

“Nel primo anno, abbiamo venduto il 20% degli immobili -racconta, mi aspettavo un po’ di più. A questo punto, conto di raddoppiare entro l’ottobre 2012, quando consegneremo gli appartamenti”. Che sono una quarantina e costano in media 2.800 euro al metro quadro.

Il preventivo per un trilocale (con terrazzo) più box è di 334mila euro. Per il mutuo, mi spiega Gaetano, potrei avvalermi di Kìron, altra società del gruppo. Per chi può, il servizio “chiavi in mano” offre anche una persona dedicata a vendere, attraverso la rete Tecnocasa, la mia casa “usata”. La Ducale (44,9 milioni di euro di fatturato nel 2007, 13,6 nel 2009, 21,2 nei primi 7 mesi del 2010) cerca di restare a galla investendo sull’efficienza energetica degli appartamenti e sulla capacità di far rete tra le diverse realtà del gruppo Tecnocasa, “gli altri, a Paullo, alla consegna degli appartamenti se va bene hanno venduto il 20% degli immobili”.

È una nuova emergenza casa, che oggi non è più, né solo, un problema legato all’accesso, al “diritto all’abitare”: l’edilizia residenziale sta affrontando una fase patologica e degenerativa (si continua a costruire, nonostante il numero di compravendite immobiliari sia caduto del 29% dal 2006 al 2010) e il paziente, che è l’Italia, rischia di non guarire più. Con l’aiuto della infografica della pagina a fianco proviamo a mettere in fila tutti i sintomi della bulimia immobiliare.

Articolo tratto da "Le conseguenze del cemento"

L'incredibile storia di Mezzago (MB)

Siamo nell’era dell’informazione globale, ma di Mezzago, a Milano, si sa soltanto che “c’è il Bloom”, un bel locale dove si fa (tra l’altro) musica live.

Pensare come le montagne

Questa settimana voglio proporti un mio articolo-intervista, realizzato con Paolo Ermani che ha appena pubblicato "Pensare come le montagne", manuale teorico-pratico scritto con Valerio Pignatta.

Buona lettura!

Strano per me intervistare Paolo Ermani. È un amico (come Valerio Pignatta, coautore del libro stesso), ed è anche il presidente dell'Associazione Paea, che insieme a noi, ha costruito il giornale che dirigo e porto avanti ogni giorno. In teoria potrei trovarmi in una 'situazione scomoda'.

La realtà, però, è che leggere questo libro mi ha emozionato e colpito profondamente, togliendomi ogni imbarazzo. Ed ecco che mi trovo con semplicità ad intervistare Paolo, come se fosse un autore "qualsiasi", un autore che ha scritto un ottimo libro. Il libro che vorrei aver scritto io e che racchiude molta della mia filosofia di vita e della mia percezione del mondo.

Questa quindi è la prima di una serie di interviste che farò nelle prossime settimane per sviscerare i temi trattati da Pensare come le montagne.

Il sottotitolo di Pensare come le montagne specifica che si tratta di un “manuale teorico-pratico di decrescita per salvare il pianeta cambiando in meglio la propria vita”. Manuale teorico-pratico, in che senso?

Nel libro analizziamo la situazione attuale da vari punti di vista: ambientale, economico, sociale, politico, alimentare, sanitario, educativo, energetico, lavorativo, etc., per poi dare delle soluzioni pratiche. Se si vuole davvero cambiare, limitarsi alla teoria serve a poco, bisogna agire con alternative reali messe in pratica giorno per giorno nella propria esistenza. Vivere nel concreto la decrescita ha tutto un altro valore e significato che farne un miraggio o una sterile disputa intellettuale.

Com'è nata l'idea di scrivere questo libro?

Dal fatto che pensavamo che le nostre idee ed esistenze basate su anni e anni di pratica ed esperienze dirette potessero essere di aiuto e interesse anche per altri. Ultimamente c'è il grande rischio che si pensi che il cambiamento passi tutto dentro la rete. La rete può essere importante ma il cambiamento è fatto di scelte e azioni concrete, non infiniti dibattiti telematici.

E l'incontro tra te e Valerio Pignatta?

Ci conosciamo da una quindicina di anni e ci accomunano molti modi di pensare e agire simili. Lavoriamo su attività complementari e quindi abbiamo potuto coprire un ampio ventaglio di argomenti che riguardano i vari aspetti della vita delle persone.

Pensare come le montagne. In che senso?

Ci piaceva l'immagine simbolica che ispirava, personalmente penso che mai come adesso si debba guardare in prospettiva e affrontare i grandi problemi che abbiamo di fronte con solidità, lungimiranza e saggezza, come le montagne appunto.

Qual è stato il capitolo che ti ha richiesto più fatica?

Più che fatica in un capitolo particolare è stato impegnativo affrontare le tante e variegate problematiche odierne senza scrivere una enciclopedia. Sia io che Valerio rispetto ai nostri ambiti di riferimento avremmo potuto scrivere un libro per ogni argomento trattato e quindi dovevamo fare continuamente attenzione a non eccedere in questo senso. In questo momento storico ci sembrava importante dare una visione complessiva di intervento.

E quello che ti ha dato più soddisfazione?

La soddisfazione di essere riusciti ad analizzare e approfondire molti aspetti senza che il libro avesse cinquecento pagine.

C'è qualcosa che non rifaresti?

No, sono molto soddisfatto di quello che abbiamo fatto e spero che il libro possa essere utile a chiunque lo legga.

Un motivo per cui bisogna leggere questo libro?

Se pensate che voi valete e che il mondo si cambia iniziando da ognuno di noi, è il libro che fa per voi. Se pensate che Monti, Obama o chi per loro risolveranno tutti i nostri problemi, leggetelo ugualmente, così cambierete idea, ah, ah... 

Quale autore ti ha influenzato di più nella scrittura? 

Gli autori interessanti sono molti ma una persona (più che un autore, dato che sono pubblicati i suoi discorsi) che ritengo fondamentale è il filosofo indiano J. Krishnamurti. In una sua frase emblematica si può racchiudere il suo pensiero: “La verità è una valle senza sentieri”. La sua esistenza è stata tutta improntata alla liberazione totale dell'individuo da ogni condizionamento. Mi è sembrata sempre una impostazione molto affascinante, poiché credo che il condizionamento e la mancanza di libertà interiore sia forse il motivo più grande della crisi attuale. Chi ad esempio è prigioniero del potere, aspetto che poi si declina in moltissimi modi, è in pratica il peggior nemico di se stesso e degli altri.

Il libro è diviso in due parti. Cosa le caratterizza?

La prima parte si intitola Le ragioni per tornare a Vivere e si analizzano anche i vari dati ambientali, sanitari e sociali della situazione attuale per i quali è assolutamente imprescindibile invertire la rotta.

Nella seconda parte, che si intitola Il mondo in positivo, si danno tutte le proposte concrete per attuare il cambiamento nei vari campi che prendiamo in esame, dall'energia alla scuola, dalla salute all'alimentazione, ecc. 

Alimentazione, salute, inquinamento. Quale il problema che ti preoccupa di più?

Alla base di tutti i problemi c'è la delega e l'abuso di potere che ne consegue, finché le persone continueranno a delegare ad altri le scelte fondamentali per la propria esistenza, non se ne esce. Di delega in delega abbiamo consegnato a persone senza scrupoli l'intero mondo che ormai stanno portando all'autodistruzione. Così come abbiamo dato loro questo potere, glie lo possiamo togliere. Ma non c'è bisogno di violenza, ad una banca fa molto più male levare i tuoi soldi dal suo conto corrente che spaccargli una vetrina.

Ci hanno convinto che non si può cambiare, invece la forza, la capacità e le possibilità di cambiare e prendere in mano il proprio destino ce l'ha chiunque, a maggior ragione nei nostri paesi occidentali.

Molti dati da voi riportati sono più che drammatici. Come fai a vivere con questa consapevolezza nella tua quotidianità?

La natura e i sentimenti positivi delle persone sono aspetti miracolosi per i quali vale la pena vivere.

Un tramonto sul mare, un abbraccio fraterno, ti danno l'esatta dimensione della meraviglia quotidiana in cui siamo immersi, peccato che ce la stiamo mettendo tutta per distruggere questa meraviglia e per autodistruggerci. Ma penso che alla fine prevarrà il buon senso e l'intelligenza, come dicono in Val Susa, 'sarà dura' ma ce la faremo.

Credi davvero che riusciremo a invertire le cose?

Le cose iniziano ad essere invertite nel momento stesso in cui le persone quotidianamente fanno scelte diverse da quelle di chi le vorrebbe degli automi consumatori.

Daniel Tarozzi

Vedi ancheIl sito del libro - La rubrica di Paolo Ermani - Il libro

Fonte: Il cambiamento

Il video del Premio Comuni a 5 stelle

Tra il 16 e il 18 settembre, a Ponte nelle Alpi (BL), si è svolta la quinta edizione del premio Comuni a 5 stelle.

Una festa, un'occasione d'incontro tra amministratori e società civile, un esempio di come un altro mondo non solo sia possibile, ma già in atto.

Vi proponiamo quindi una sintesi della "tre giorni", con alcuni degli interventi più interessanti. Rimandiamo ai video specifici per approfondire la questione. Sul Cambiamento, si può leggere il reportage dell'incontro a questo indirizzo: http://www.ilcambiamento.it/lontano_riflettori/festa_comuni_virtuosi_ponte_al...

Le interviste e il montaggio sono a cura di Daniel Tarozzi, le immagini di Stefano Zoja. Buona visione!

Il Link per vedere il video